Archive for the 'Santi' Category

Documenti vivi

Desidero condividere con voi poche righe di un bellissimo articolo di Paolo Risso, tratto dalla Rivista Settimanale dei Francescani dell’Immacolata e intitolato ‘Sii tu Suo documento’ (n. 18, 9 maggio 2010). Un consiglio che viene dal cuore: abbonatevi! (e io, di solito, non faccio mai pubblicità).

‘… Il miracolo più grande, però, è quello che riguarda la libera volontà dell’uomo (che può opporsi, benché, suo malgrado, anche al suo Signore e Dio). Eppure anche questo miracolo avviene.

E’ forse facile vivere casto e vergine, ognuno secondo il proprio stato di vita, secondo la Legge di Dio, per tutta la vita? Non c’è forse in noi, come una forza di gravità che trascina, a tutte le età, verso il basso come su una china sdrucciolevole e melmosa? Con piena sincerità lo riconoscevano il poeta pagano Ovidio (‘vedo il bene e l’approvo e tuttavia faccio il male’), l’ardente apostolo San Paolo, il convertito Sant’Agostino e mille altri, con umiltà e verità.

Eppure, nella Chiesa di ieri e di oggi, ci sono i Santi, uomini e donne di carne come noi, i Santi che sono vissuti vergini e casti, secondo la loro condizione di vita, lasciando brillare in loro lo stupefacente fascino del Cielo calato sulla terra delle loro esistenze, della limpida acqua di sorgente che scorre piena di luce anche nella ‘pianura’ della quotidianità e dei detriti di ogni genere.

Possibile a forze soltanto umane? No, possibile a Gesù vivo, il Vergine per eccellenza che opera in loro, in noi, se lo lasciamo operare, e ci fa dono della sua bellezza divina. Pensa, ai vergini e ai puri di cuore dell’antico impero putrescente di Roma e nel corrotto e corruttore di oggi.

Ma c’è di più ancora tra i Santi. Forse che è facile donare il proprio denaro, togliersi il pane dai denti per darlo agli altri che ne hanno bisogno? Forse che si può fare, come bere un bicchier d’acqua, il dono della propria esistenza, rinunciando a tutto – famiglia, posizione economica, carriera, affetti personali, comodità – per dedicarsi completamente alla preghiera e a Dio solo in un monastero o sacrificarsi per il prossimo, vicino e lontano, fino a rischiare la propria vita e a immolarla, magari sotto i colpi incoscienti o malvagi di chi si è beneficato? E tutto questo per amore a Gesù solo?

Eppure, nella Chiesa, dai primi dodici Apostoli, fino a San Damiano de Veuster, a San Massimiliano Kolbe, a San Pio, per citare i vertici più illustri, senza dimenticare le umili suore, i veri missionari rotti a tutte le fatiche per Gesù, questo miracolo incomparabile di vite donate in continua oblazione di carità, esiste a milioni.

Un giovane di 20 anni, scosso dentro, mi faceva notare: ‘Gli illuministi, i laicisti, gli atei che combattono la Chiesa e predicano la filantropia (l’amore all’uomo, i diritti dell’uomo, senza Dio), fuggono quando c’è il colera, mentre a morire in servizio agli ‘appestati’ di ogni genere vanno le suore, i sacerdoti e i vescovi della Chiesa’ e, dico io, con loro i cristiani migliori!

Forse che questo è possibile a forze soltanto umane? Chi ha convinto quella bella ragazza di Trofarello (Torino), Modesta Ravazzo, a partire missionaria tra i lebbrosi della Colombia e poi a chiedere a Dio che la rendesse lebbrosa per condividere in tutto la vita delle bambine colpite dal medesimo terribile morbo e lasciate sole? Chi può fare di un uomo geniale e affascinante come Re Baldovino del Belgio (1830-1993), un grande statista e insieme un monaco sul trono, con una forza di donazione a Gesù che incantava persino i dirigenti atei dell’Est Europeo? Chi gli ha dato la luce e la forza di abdicare al trono ‘disposto ad andare e mendicare, io e la regina Fabiola, piuttosto che firmare la legge che permette l’aborto’?

E’ solo Gesù vivo che compie dei miracoli vivi così. E’ solo Lui, il Crocifisso per amore di Dio e dei fratelli, il Risorto che opera nelle anime, a poter continuare a vivere la sua medesima avventura di dedizione nella Chiesa e nei suoi Santi, proprio secondo la sua promessa: ‘Chi crede in me, compirà le mie opere, anzi ne farà di maggiori’ (Gv 14:12)

Sono soltanto alcuni esempi. La Chiesa, soltanto la Chiesa Cattolica, ne possiede a migliaia, a milioni anche oggi. Chi scrive si è addentrato un po’ (bagnandosi appena la punta delle mani!) tra questa folla immensa che nessuno può contare, di ogni razza, popolo e lingua che sono i Santi, e ogni volta che ne incontra uno tocca che sono essi i miracoli più grandi di Dio, i ‘documenti vivi’, più veri e più significativi di Gesù Cristo Crocifisso e Risorto.  …’

Ascensione del Signore

La festa di oggi ci invita a guardare il cielo come la nostra stabile dimora – ma anche a testimoniare con sacrificio la gioia di essere uniti a Gesù.  Una ‘struggente nostalgia’ deve invadere il nostro cuore, come leggiamo nelle vite dei santi:  il pensiero del cielo deve affascinare la nostra esistenza. Là siano fissi i nostri cuori dov’è la vera gioia.  Dove là?  Nel cielo ossia in Dio che è nel nostro cuore e che un giorno ci comunicherà la sua stessa gioia, che è il paradiso.  Gesù ostia è qui con noi.  Lui è il paradiso.

Dovremmo ripetere continuamente come i santi:  ‘Paradiso, paradiso, sei il mio grande sospiro, molto più delle nozze, della laurea, di ogni promozione, di ogni ricchezza, grandezza, onorificenza …’

La felicità del paradiso è partecipare allo stesso amore di Dio che ama (Padre), che è amato (Figlio) e che è Amore (Spirito Santo).

Santa Teresa d’Avila  racconta nelle sue opere:  ‘Mentre partecipavo a Messa vidi il corpo glorioso di Gesù.  Era di una bellezza e di una maestà incomparabili.  Se in cielo ci fosse solo il godimento della bellezza dei corpi gloriosi, se ne avrebbe una beatitudine immensa.  Gesù si mostrò a me adattandosi alle mie misere condizioni terrene.  Che cosa sarà in cielo dove si gode il corpo glorioso in tutto il suo splendore?  Io parlo solo del corpo di Gesù, ma che cosa sarà l’anima e che cosa la sua divinità?’ Continua santa Teresa:  ‘Ho visto meraviglie che non so descrivere.  Erano e sono inimmaginabili: la più piccola di esse mi colmava di gioia e mi faceva vedere la vanità e la ridicolezza di tutte le cose terrene.  Un immenso gaudio mi inondava anima e corpo.  Il Signore mi disse:  Vedi, figlia mia, che cosa perde chi si fa mio nemico? Dillo a tutti perché nessuno abbia a ripetere che nessuno mai ha visto il paradiso. Avrei voluto stare sempre lassù.  Le cose della terra mi sembravano spazzatura …  Mi scomparve quella paura strana e istintiva del pensiero della morte.  E’ felicissimo di morire chi serve e ama Dio: in un attimo, e neanche un attimo, si esce da un carcere per andare alla gioia, alla vita, alla soavità, all’amore senza fine.  Là si trova la nostra casa paterna.  In terra siamo in esilio.

(The Church has always celebrated Ascension Day on the 40th day after Easter Sunday and it always falls on a Thursday. It marks the end of Rogationtide.
Ten days after Ascension Day is Pentecost which marks the coming of the Holy Spirit to the disciples in prayer with Our Lady).

San Giuseppe

Decreto di S.S. il Papa  Pio IX proclamante San Giuseppe patrono della Chiesa Cattolica
Urbi et Orbi

Nella stessa maniera che Dio aveva costituito quel Giuseppe, procreato dal patriarca Giacobbe, soprintendente a tutta la terra d’Egitto, per serbare i frumenti al popolo, così, imminendo la pienezza dei tempi, essendo per mandare sulla terra il suo Figlio Unigenito Salvatore del mondo, scelse un altro Giuseppe, di cui quello era figura, e lo fece Signore e Principe della casa e possessione sua e lo elesse Custode dei precipui suoi tesori.

Di fatto, egli ebbe in sua sposa l’Immacolata Vergine Maria, dalla quale nacque di Spirito Santo il Signor Nostro Gesù Cristo che presso gli uomini degnossi di essere riputato figlio di Giuseppe, e gli fu soggetto. E Quegli, che tanti re e profeti bramarono vedere, Giuseppe non solo Lo vide, ma con Lui ha dimorato e con paterno affetto L’ha abbracciato e baciato; e per di più ha nutrito accuratissimamente Colui che il popolo fedele avrebbe mangiato come pane disceso dal cielo, per conseguire la vita eterna. Per questa sublime dignità, che Dio conferì a questo fedelissimo suo Servo, la Chiesa ebbe sempre in sommo onore e lodi il Beatissimo Giuseppe, dopo la Vergine Madre di Dio, sua sposa, e il suo intervento implorò nei momenti difficili.

Ora, poiché in questi tempi tristissimi la stessa Chiesa, da ogni parte attaccata da nemici, è talmente oppressa dai più gravi mali, che uomini empi pensarono avere finalmente le porte dell’inferno prevalso contro di lei, perciò i Venerabili Eccellentissimi Vescovi dell’universo Orbe Cattolico inoltrarono al Sommo Pontefice le loro suppliche e quelle dei fedeli alla loro cura commessi chiedendo che si degnasse di costituire San Giuseppe Patrono della Chiesa Cattolica. Avendo poi nel Sacro Ecumenico Concilio Vaticano più insistentemente rinnovato le loro domande e i loro voti, il Santissimo Signor Nostro Pio Papa IX, costernato per la recentissima e luttuosa condizione di cose, per affidare Sè e i fedeli tutti al potentissimo patrocinio del Santo Patriarca Giuseppe, volle soddisfare i voti degli Eccellentissimi Vescovi e solennemente lo dichiarò Patrono della Chiesa Cattolica, ingiungendo che la sua festa, cadente nel 19 di marzo, per l’avanti fosse celebrata con rito doppio di prima classe, senza ottava pero, a motivo della Quaresima.

Egli stesso inoltre ha disposto che tale dichiarazione, a mezzo del presente Decreto della Sacra Congregazione dei Riti (*), fosse resa di pubblica ragione in questo giorno sacro all’Immacolata Vergine Madre di Dio e Sposa del castissimo Giuseppe.

 Non ostante qualsivoglia cosa in contrario.

 Il dì 8 dicembre 1870.

 Card. PATRIZI – Prefetto della S. C. dei RR. –  Vescovo di Ostia e Velletri.

 DOMENICO BARTOLINI – Segretario della S. C. dei RR.

 (*) Quando si pensi in quali tragiche circostanze fu pubblicato questo Decreto, all’indomani cioè della presa di Roma, si comprenderà facilmente, non solo l’importanza di questa proclamazione ma altresì perché essa sia stata promulgata a mezzo di un Decreto della S. Congr. dei Riti anziché con Bolla o Lettera Papale, per evitare cioè al Pontefice l’umiliazione e l’onta della revisione e controllo del Governo Italiano, a cui allora si pretendeva venissero sottoposti gli Atti Pontifici.

Così i nostri Vescovi?

San Francesco di SalesFedele allo spirito della riforma “in capite et in membris”, Francesco di Sales inizia dalla sua persona e dalla sua casa la santificazione della sua diocesi.  Il suo tenore di vita è semplicissimo.  E’ un povero: povero di risorse personali, ha abbandonato ai suoi fratelli tutto il suo patrimonio; povero di risorse episcopali, il suo vescovado gli rende annualmente solo mille scudi d’oro; povero perché moltiplica le elemosine in pubblico e segretamente; povero perché lo vuole … per vivere come gli apostoli.

Francesco di Sales 2Il personale della sua casa è ridotto al minimo più stretto, la sua tavola è frugale, i suoi abiti puliti ed aggiustati molto de-centemente, ma destinati a durare a lungo; nella casa, la più grande che ci sia ad Annecy, che nel 1610 Antonio Favre mette a disposizione del vescovo, egli si riserva una cameretta modestissima. “Andrò tutto il giorno in giro” egli dice, “in qualità di vescovo di Ginevra, e mi ritirerò alla notte in qualità di Francesco di Sales”.  Non tiene carrozza e cavalli.

Quantunque fosse innalzato ad una dignità tanto alta come quella vescovile, non si blandiva nel suo modo di vivere, come fanno molti.  Osservava rigidamente l’astinenza e il digiuno e molto spesso si dava la disciplina a sangue.  E soprattutto prega: al mattino fa meditazione per un’ora, si riserva ogni volta che gli è possibile, secondo le risoluzioni prese al momento della consacrazione, due ore per lo studio, uno studio che è sempre, in qualche modo, una preghiera: recita con grande devozione l’uffizio, sia in ginocchio che camminando.  Dice messa ogni giorno verso le nove, generalmente nell’intimità del suo oratorio, in vescovado; gli piace però “nei giorni detti di devozione”, ritrovare il suo popolo e celebrare in una chiesa o in una cappella di Annecy.

Francesco di Sales 3Ha il gusto della bella liturgia e, se officia pontificalmente, si mostra severo nell’osservanza delle rubriche. Ai suoi occhi la messa è il culmine della devozione particolare e del culto pubblico; celebrarla, e celebrarla bene, è il suo primo dovere di pastore.  Allora incominciano per lui “i lavori e le traversie”.  Per lui, però, agire vuol ancora dire far meditazione, poiché significa unirsi in profondità alla volontà di Dio.

(da ‘San Francesco di Sales’ ed. LDC, Leumann TO, 1967 p. 63)

Ho capito tutto!

1Le grotte di Postumia in Slovenia e altre simili grotte sono diventate meta di turisti di tutto il mondo da quando è possibile visitarle attraverso la luce elettrica.  Prima erano solo grotte buie e spaventose.  La bellezza delle stalagmiti e delle sculture calcaree create dall’acqua nel tempo si può apprezzare solo con la luce.

Anche la vita umana assomiglia ad una grotta buia.  Riceve luce e senso quando viene illuminata dalla fede.

E’ una consapevolezza che vivono particolarmente coloro che si convertono in modo straordinario.

2Per esempio scrive Alfonso Ratisbonne, un ebreo ateo al quale il 20 gennaio 1842 apparve la Madonna nella chiesa romana di Sant’Andrea delle Fratte:

“Camminavo nella Chiesa.  Improv-visamente ho sentito una grande inquietudine e mi è sembrato che tutto fosse coperto da un velo.  Tutta la Chiesa mi pareva immersa nell’oscurità, trannne una cappella nella quale si era concentrata tutta la luce.  Ho guardato meglio quella cappella splendente e ho visto che sull’altare c’era la santissima Vergine Maria … Alla sua presenza ho compreso tutto, anche se non ha detto una parola sul terribile stato nel quale mi trovavo, niente sulla perversità del peccato e nulla sulla bellezza della fede Cattolica …

Eppure ho capito tutto!”

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Another beautiful day! Praise the Lord.

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THE LATIN MASS


The most beautiful thing this side of heaven!




FALANGI, TRUPPE, DIVISIONI CORAZZATE. ECCO CHE AVANZA IL NUOVO CATTOLICO: INNAMORATO DI GESU', INTRANSIGENTE, MOVIMENTISTA, IL CROCIATO DEI VALORI, IL SOLDATO DI CRISTO, UN CUORE TRADIZIONALISTA, AMANTE DELLA MESSA DI TUTTI I TEMPI ...



e-campagna: Io sto con il Papa

IL CANTO DEL PARADISO


Dopo due millenni di studi, di ricerche e di esplorazioni scientifiche, la genesi del canto gregoriano resta un mistero irrisolto


RELIGIOUS LIBERTY MIGHT BE SUPPOSED TO MEAN THAT EVERYBODY IS FREE TO DISCUSS RELIGION. IN PRACTICE IT MEANS THAT HARDLY ANYBODY IS ALLOWED TO MENTION IT.



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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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Don't consider abortion ...


... give a child the chance to tell you how much life is appreciated



WARNING!!! This blog is heretic repellent ...


MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.