Archive for the 'Autorità del Papa' Category

Our Moral Compass

Each of us has the power to make decisions, and the cumulative effect of those choices results in the goodness or badness of our society. Every action we take has an impact not just on us but on the world. All we need to do is look around us, pick up a daily paper, or watch the evening news to verify that there is much that is not right. A great deal of what is wrong is the result of the attitude and moral climate of our times. There are some who insist that this age has lost its ‘moral compass’.

As soon as we begin to speak of morality, there are those who object on the grounds that each person’s opinion is his or her own and equal to that of anyone else. For some, there can be no objective and commonly agreed-upon moral norm. For such persons, morality is an illusion. How many times have we heard that morality is a completely personal and subjective choice? This position is probably the most widespread and pernicious challenge to morality that our society has ever faced. The issue today in much of our public discourse – and certainly on talk shows – is: ‘Do values have any value?’

As Catholics, we recognize that there is more to life and human action than fleeting personal preference. Human existence is not a meaningless show of smoke and mirrors. Each one of us knows deep down at the very core of our being that there is such a thing as right and wrong – that, while the wrong choice may be alluring at the moment, it is a choice with lasting consequences. While individually we may not know the answer to every moral question, we are aware that there are answers – answers that oblige all of us.

There is right and wrong, human freedom, and the choice that each of us makes. At the core of human freedom is knowing and doing what we ‘ought’ to do rather than what we ‘can’ do. It is the voice of conscience that keeps reminding us what we ought to do even though there are enticing reasons to do otherwise.

Catholic morality is not only for Catholics. It is for everyone, because all are called to follow God’s law manifest in the natural moral order, revealed in the Ten Commandments, and made complete in Christ. Catholic morality is the authentic, central, and integral form of morality. It is the fullness of teaching on the human condition before God. Apart from faith in Christ, the great questions about the reality of feedom, the rationality of conscience, and the value of pursuing human good unselfishly cannot be fully answered. It is for this reason that we look to Jesus and listen to his Church.

Where do we go to know right from wrong in all of the myriad forms that moral issues appear today? Jesus has not left us orphans. The pledge of the Holy Spirit in the fourteenth chapter of John’s gospel is verified today as it has been for twenty centuries in the teaching office of the Church. In the many issues before us today, when decisions are presented with a range of good attached to each of the multiple choices, we need to listen to the sure and Spirit-led voice of the teaching office. It guides us in issues as complex and emotional as artificial insemination, physician assisted suicide, the massacre of the powerless, and the range of social justice, bioethical, and medical-moral dilemmas that manifest the complexity of the human condition.

It is true that morality is rooted in the natural moral order, because that order follows from God’s creation. But it is equally true that God chose to reveal the moral order in the old covenant, through the Decalogue, and in the new covenant through Christ. When the Church calls the faithful to specific moral teaching, it does so with the full weight and authority of Christ, who has empowered his Church to speak for him. At the same time, the Church presents cogent and compelling reasons for her teaching based on an appeal to human nature and the natural moral order that we all share.

Life is complex. Moral decisions are difficult. But we need not fear, because we have a sure moral guide. Christ reveals to us the way. He sends the Holy Spirit to guide us and he enlightens his Church in a way that we can with confidence and trust follow its teaching in matters of faith and morals.

Colonna e sostegno della Verità

Non possiamo non ammirare e riflettere su quanto sia bello che Dio abbia dotato la Chiesa di una voce infallibile, che trasmette la verità cristallina, evitandole di naufragare nella tempesta di opinioni e pareri personali, disordinati e disarmonici, che succede quando non si segue la verità. Qualcuno dirà che questo costituisce un appoggio, e un altro più audace dirà che il dogma limita la libertà. Niente di più contrario alla realtà. Qual è l’insensato capace di affermare che le leggi del traffico schiavizzano gli autisti e gli coartano la ‘libertà’ di entrare in collisione con altri veicoli o di investire i pedoni? E chi non vede l’utilità del corrimano sulle scale per evitare gli incidenti?

Per questo, Dio si è degnato di adornare la Sua Chiesa, ‘colonna e sostegno della verità’ (1 Tm 3:15), con il gioiello prezioso che è l’infallibilità papale, grazie alla quale sappiamo e crediamo che il Sommo Pontefice, assistito direttamente dallo Spirito Santo, non si sbaglia in materia di Fede e di morale. Questo dà alla Chiesa un fondamento solido come una roccia. Anche se la tempesta minaccia di sommergerla, possiamo confidare nella sua continuità, poiché non trascurerà di compiere la parola del Signore secondo la quale le porte dell’inferno non prevarranno contro di lei (Mt 16:18).

Solo nella verità e nell’amore – in una parola, solamente in Dio – la creatura umana può soddisfare la fame e la sete di pienezza che porta in se stessa. Lontano da Dio si trovano solo tenebre, errore e confusione. Abbiamo bisogno di riconoscere che siamo deboli, limitati e contingenti – la nostra intelligenza, con il peccato originale, si è oscurata e la nostra volontà  è diventata incline al male. Tuttavia, Dio, nella Sua misericordia, ha disposto la soluzione e ci ha concesso con infinita generosità tutti i mezzi di cui abbiamo bisogno per raggiungere la felicità alla quale aneliamo. Senza dubbio, fin tanto che il cuore degli uomini non si volgerà verso il suo Creatore e Signore, non troverà la pace, la tranquillità, la felicità – infatti, come ha detto Sant’Agostino: ‘Ci hai fatti per Te e inquieto è il nostro cuore, fin tanto che non riposa in Te’.

Chi ci deve condurre alla Verità è lo Spirito Santo, secondo la promessa di Cristo agli Apostoli: ‘Ma quando verrà il Paraclito, lo Spirito della Verità, vi insegnerà tutta la verità, perché non parlerà per se, ma dirà che cosa ascoltare, e vi annuncerà le cose a venire’ (Mt 26:13)

La stella che ci guida fino al porto della Verità è la Vergine Immacolata. Ella ci indica come procedere, come nelle nozze di Cana, quando ha detto ai servi: ‘Fate tutto quello che vi dirà’ (Gv 2:5). Questa semplice frase riassume tutto l’itinerario cristiano. Fare quello che Gesù ci dice, come Maria, che custodiva tutte le Sue parole e le meditava nel Suo cuore (Lc 2:19).

Chi ascolta voi, ascolta me

‘Supponete, caro amico, che il comunismo non sia che il più visibile degli strumenti di sovversione contro la Chiesa e contro la tradizione della Rivelazione divina, allora noi stiamo per assistere all’invasione di tutto ciò che è spirituale, la filosofia, la scienza, il diritto, l’insegnamento, le arti, la stampa, la letteratura, il teatro e la religione. Io sono assillato dalle confidenza della Vergine alla piccola Lucia di Fatima. Questa ostinazione della Buona Signora davanti al pericolo che minaccia la Chiesa è un avvertimento divino contro il suicidio che rappresenterebbe l’alterazione della fede, nella sua liturgia, la sua teologia e la sua anima. Io sento intorno a me dei novatori che vogliono smantellare la Cappella sacra, distruggere la fiamma universale della Chiesa, rifiutare i suoi ornamenti, darle rimorso per il suo passato storico. Ebbene, mio caro amico, ho la convinzione che la Chiesa di Pietro deve rivendicare il suo passato – altrimenti si scaverà la fossa. Verrà un giorno in cui il mondo civilizzato rinnegherà il suo Dio, in cui la Chiesa dubiterà come Pietro ha dubitato. Essa sarà tentata di credere che l’uomo è diventato Dio, che il Suo Figlio non è che un simbolo, una filosofia come tante altre, e nelle chiese i cristiani cercheranno invano la lampada rossa dove Dio li aspetta’.

Questa è parte di una lettera scitta da Papa Pio XII al Conte Enrico Pietro Galeazzi.

Consiglio a tutti la lettura della lettera enciclica Mediator Dei  (here in English) di Papa Pio XII con la quale ricorda in termini semplici e chiari la dottrina cattolica sul Santo Sacrificio della Messa e, più in generale, sulla liturgia, e condanna le novità che in alcuni ambienti cattolici già andavano facendosi strada.

E sulle encicliche il Papa dice: ‘… questi insegnamenti sono del Magistero ordinario, di cui valgono poi le parole: ‘Chi ascolta voi, ascolta me’ (Lc 10:16) – e per lo più, quanto viene proposto e inculcato nelle Encicliche, è già per altre ragioni patrimonio della dottrina cattolica. Se poi i Sommi Pontefici nei loro atti emanano di proposito una sentenza in materia finora controversa, è evidente per tutti che tale questione, secondo l’intenzione e la volontà degli stesi Pontefici, non può più costituire oggetto di libera discussione fra i teologi’. (La Tradizione Cattolica, anno XXI n. 1)

San Giuseppe

Decreto di S.S. il Papa  Pio IX proclamante San Giuseppe patrono della Chiesa Cattolica
Urbi et Orbi

Nella stessa maniera che Dio aveva costituito quel Giuseppe, procreato dal patriarca Giacobbe, soprintendente a tutta la terra d’Egitto, per serbare i frumenti al popolo, così, imminendo la pienezza dei tempi, essendo per mandare sulla terra il suo Figlio Unigenito Salvatore del mondo, scelse un altro Giuseppe, di cui quello era figura, e lo fece Signore e Principe della casa e possessione sua e lo elesse Custode dei precipui suoi tesori.

Di fatto, egli ebbe in sua sposa l’Immacolata Vergine Maria, dalla quale nacque di Spirito Santo il Signor Nostro Gesù Cristo che presso gli uomini degnossi di essere riputato figlio di Giuseppe, e gli fu soggetto. E Quegli, che tanti re e profeti bramarono vedere, Giuseppe non solo Lo vide, ma con Lui ha dimorato e con paterno affetto L’ha abbracciato e baciato; e per di più ha nutrito accuratissimamente Colui che il popolo fedele avrebbe mangiato come pane disceso dal cielo, per conseguire la vita eterna. Per questa sublime dignità, che Dio conferì a questo fedelissimo suo Servo, la Chiesa ebbe sempre in sommo onore e lodi il Beatissimo Giuseppe, dopo la Vergine Madre di Dio, sua sposa, e il suo intervento implorò nei momenti difficili.

Ora, poiché in questi tempi tristissimi la stessa Chiesa, da ogni parte attaccata da nemici, è talmente oppressa dai più gravi mali, che uomini empi pensarono avere finalmente le porte dell’inferno prevalso contro di lei, perciò i Venerabili Eccellentissimi Vescovi dell’universo Orbe Cattolico inoltrarono al Sommo Pontefice le loro suppliche e quelle dei fedeli alla loro cura commessi chiedendo che si degnasse di costituire San Giuseppe Patrono della Chiesa Cattolica. Avendo poi nel Sacro Ecumenico Concilio Vaticano più insistentemente rinnovato le loro domande e i loro voti, il Santissimo Signor Nostro Pio Papa IX, costernato per la recentissima e luttuosa condizione di cose, per affidare Sè e i fedeli tutti al potentissimo patrocinio del Santo Patriarca Giuseppe, volle soddisfare i voti degli Eccellentissimi Vescovi e solennemente lo dichiarò Patrono della Chiesa Cattolica, ingiungendo che la sua festa, cadente nel 19 di marzo, per l’avanti fosse celebrata con rito doppio di prima classe, senza ottava pero, a motivo della Quaresima.

Egli stesso inoltre ha disposto che tale dichiarazione, a mezzo del presente Decreto della Sacra Congregazione dei Riti (*), fosse resa di pubblica ragione in questo giorno sacro all’Immacolata Vergine Madre di Dio e Sposa del castissimo Giuseppe.

 Non ostante qualsivoglia cosa in contrario.

 Il dì 8 dicembre 1870.

 Card. PATRIZI – Prefetto della S. C. dei RR. –  Vescovo di Ostia e Velletri.

 DOMENICO BARTOLINI – Segretario della S. C. dei RR.

 (*) Quando si pensi in quali tragiche circostanze fu pubblicato questo Decreto, all’indomani cioè della presa di Roma, si comprenderà facilmente, non solo l’importanza di questa proclamazione ma altresì perché essa sia stata promulgata a mezzo di un Decreto della S. Congr. dei Riti anziché con Bolla o Lettera Papale, per evitare cioè al Pontefice l’umiliazione e l’onta della revisione e controllo del Governo Italiano, a cui allora si pretendeva venissero sottoposti gli Atti Pontifici.

Un’autorità divina

O per via della ormai datata Riforma protestante, o a causa del ’68, o frutto di errate interpretazioni del Concilio Vaticano II, fatto sta che nel mondo cattolico è dilagante un fenomeno preoccupante: la “fede fai da te”. Ove per “fede fai da te” si intende quella tendenza a prendere dal “pacchetto integrale della fede” solo ciò che a ciascuno piace e a rigettare tutto ciò che invece proprio non va giù. Popes 1Per esempio, se uno è favorevole all’aborto, ma si dice cattolico, rifiuta la scomunica e, più in generale, la dottrina della Chiesa in tema di aborto. Oppure se uno non va a Messa la Domenica tenderà a far finta che la dottrina della Chiesa, che stabilisce che non san-tificare il giorno del Signore è peccato mortale, non esista o sia sbagliata. Ma lo stesso vale per le convinzioni interiori che prescindono da coinvolgimenti personali: se uno è favorevole all’eutanasia, anche se non ha persone care malate terminali, tende a pensare che la dottrina della Chiesa in tema di eutanasia sia sbagliata.

Ecco dunque il nucleo essenziale di questo fenomeno: il rifiuto di ciò che la Chiesa insegna, se contrario alla propria convenienza, alla propria ideologia, al proprio modo di vedere il mondo! Il fenomeno è preoccupante! Preoccupante perché ognuno dal “pacchetto integrale della fede” si prende ciò che vuole, scartando ciò che è troppo scomodo e impegnativo! Insomma: prende il suo “sacchettino” e lo riempie di ciò che, del Cattolicesimo, gli è più conveniente, più congeniale, più conforme al suo modo di essere e di pensare! Peccato che questo snaturi completamente l’architettura teologica, dottrinale di fondo del Cattolicesimo. Popes 2Infatti la Chiesa non è un partito politico, dal quale potersi distanziare ogni qualvolta esprime posizioni non conformi al proprio pensiero! E’ lecito dissentire da un partito politico perché è una realtà umana, la Chiesa no! Essa è sì fatta di uomini, ma uomini guidati dallo Spirito Santo.

Ricordiamoci le parole di Gesù a Pietro:  “tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevar-ranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Le stesse parole che si rivolgono ad ogni successore di Pietro, ad ogni Papa!  “Tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”. Ecco allora che qui si fonda il potere e l’infallibilità teologica del Papa, della quale non è lecito dubitare! Ecco allora che occorre guardare a “chi” dice cosa e non al “cosa” dice. Non si può avere in quest’ambito una visione oggettiva (che di volta in volta guarda a “cosa” è stato detto), occorre avere una visione soggettiva – che riconosce che, a prescindere da cosa è stato detto, a prescindere dalla conformità di ciò al pensiero del singolo, se è il Papa a dirlo ex cathedra è verità. E anche ammesso che sia lecito dissentire non è mai lecito disubbidire al Papa!

L’autorità che il Papa ha è di derivazione divina, non umana! Ed è per questa ragione che l’unica forma di Cattolicesimo possibile è il Cattolicesimo ‘Tradizionale’!

Popes 3

Ammettere infatti che il Papa può sbagliare, ammettere che la Chiesa in comunione con lui può sbagliare, significa ammettere che sono istituzioni umane. E non lo sono! Ecco la pericolosità enorme del “cattolicesimo fai da te”! Se dalla Chiesa si può dissentire come da un partito politico, allora la Chiesa non è più di un partito politico! Allora la Chiesa è un’istituzione umana e non divina! Allora anche Gesù (che ha dato quell’autorità alla sua Chiesa) è fallace!

Questo purtroppo è il logico corollario del “cattolicesimo fai da te”. Ecco allora che noi tutti, Cattolici ‘Tradizionali’, dobbiamo impegnarci a combattere contro questo “cattolicesimo fai da te” perché predomina sulla Chiesa e il Sommo Pontefice! E distrugge l’essenza del messaggio cristiano! Solo da una riscoperta dell’obbedienza al Romano Pontefice e alla Santa Chiesa in comunione con lui può rinascere una vera civiltà cattolica, docile e obbediente, tramite la Chiesa, al suo Divino Creatore.   


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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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Don't consider abortion ...


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WARNING!!! This blog is heretic repellent ...


MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.