Più rozzi e ignoranti?

Più ascolto la TV e più leggo i giornali, più sono convinta che insieme a valori e contenuti mancano maestri. Per educare, infatti, ci vogliono dei maestri. E maestri perché padri, altro che imbonitori di popolo, opinionisti, autori o intrattenitori del pomeriggio o della sera e opinion maker che dir si voglia.

Heinrich Hirt - I racconti della nonna

Nel corso degli ultimi due millenni la gran parte del popolo non era educata nel senso moderno del termine. Noi che siamo figli non solo della cultura cristiana ma anche di quella nata dalle grandi rivoluzioni ‘democratiche’ e dell’Illuminismo, consideriamo implici-to che una delle strade necessarie da percorrere per l’educazione del popolo sia la scuola obbligatoria per tutti, e questo è giusto e sacrosanto.

Consideriamo però che almeno il 90% delle persone vissute in Europa dall’Alto Medioevo fino al secolo scorso era analfabeta, e quando la domenica mattina andava a messa ad assistere alle funzioni religiose, ascoltava una lingua latina che non comprendeva, non aveva grandi conoscenze di quanto succedeva a qualche miglio di distanza nel borgo più vicino e tanto meno gli erano note le dotte speculazioni di teologi o scienziati. Eppure … questi piccoli agglomerati umani popolati di uomini incomparabilmente più rozzi e ignoranti di noi, seppero reggere e rispondere alle sfide dei loro tempi, trasmettendo intatti e difendendo i valori cristiani che hanno formato intere generazioni, per secoli. La Chiesa era maestra di vita, con i suoi padri e maestri, con i monasteri e le cattedrali, con l’esempio e la parola di vita tramandata.

Priva di padri e di maestri, la nostra epoca invece si sfilaccia e si decompone nell’individualismo più egoistico e sfrenato, nonostante tutte le sue mille occasioni di incontro e di riti collettivi. Lo psichico emozionale ha preso il sopravvento sul ragionevole.

Heinrich Hirt - Piccole sarte

Nuovi simboli collettivi, per lo più vuoti e senza senso si sono sostituiti alla potenza simbolica di riti e di tradizioni popolari che davano ai singoli il gusto dell’appartenenza e la forza di un’unità popolare vera. Era cultura di vita. Oggi si preferisce il centro commerciale alle chiese oppure lo stadio alla comunità. L’uso della TV sostituisce il rosario in famiglia e gli oratori sono soppiantati dalle discoteche, gli amici dalle chat.

Musica, arte e cultura in genere subiscono, oggi, questo degrado in modo evidente. Non è un caso poi che il degrado si trasferisca addirittura alla stessa forma pratica del vivere le nostre città: l’urbanistica e la viabilità. Impressionante. Non capisco questa voglia di distruggere e rifare interi quartieri. La città nasce edificio dopo edificio. Ma questa mania distruttiva del passato, in nome di un modernismo che dovrebbe essere a tutti i costi migliore, pervade con ancor peggior vigore molte altre discipline dell’agire umano. Mancano la conoscenza, il rispetto e l’amore per la tradizione, per la storia dei padri, per le radici della nostra cultura, per il popolo da cui proveniamo e per i valori che ci ha saputo trasmettere. Il gusto per il bello e la sua conoscenza. I contadini a contatto con la madre terra ne erano a conoscenza più di noi che viviamo con internet. I nostri nonni e bisnonni – che pregavano in Latino – pregavano con il cuore e con l’anima  e il loro credo era sicuramente più forte di quello di tutti noi messi insieme.

Questa battaglia ‘culturale’ non la si vince soltanto con dei no o con un semplice atto di denuncia. La battaglia dell’educazione dei nostri giovani si vince andando all’attacco e proponendo qualcosa di meglio che, anzitutto, sia vissuto e documentato da noi stessi. La battaglia dell’educazione si vince offrendo una compagnia che propone qualcosa di bello, di più giusto, di vero e, soprattutto, di più affascinante. Solo questo permette di affrontare e vincere la fatica dell’impegno con la vita. Questa battaglia si vince incitando i nostri figli a seguire modelli, letture, esempi, musiche, compagnie e contenuti che siano adeguati alla dignità del loro cuore e della loro mente, a partecipare negli oratori delle chiese tradizionali e ai campi estivi da queste organizzati che per fortuna sono in crescita. E’ solo così, imparando e insegnando il fascino di una bellezza nuova e sempre antica, che potremo, allora, essere una generazione che non abdica al proprio futuro.

Alla ripresa seria di questo compito di educazione alla verità e alla sua bellezza applicata seguiranno, ne sono certa, un nuovo umanesimo e un nuovo rinascimento.

8 Responses to “Più rozzi e ignoranti?”


  1. 1 Karinann April 9, 2010 at 13:27

    Another excellent post Gabriella. Several things came to mind as I read your post. One was something I have often heard Fr Corapi say, that it is possible to educate ourselves right into imbecility.
    As an educator here in the US, I have come to believe that we have got it all wrong on many levels and it is getting progressively worse. If I had children living in this world today- they would be homeschooled.
    Those who came before us may not have had the level of education many of us have today, but I agree their hearts and heads were in a better place. And yes it is time to turn off the TV and pick up our rosaries again!
    Thanks and God Bless!

  2. 2 Wendell April 9, 2010 at 13:44

    This idolatry of the intellect is primarily a disease found in western culture, about which – as Karinann says – Fr. Corapi often comments “We have educated ourselves into imbecility.” It is a product of western rationalism, which is the philosophy that emerged from the modernism of the 19th century that claimed man does not need a supernatural revelation from God, because he has the capacity to discover truth on his own. In Isaiah 29:14 and 1 Corinthians 1: 18-31, God warns us about this form of idolatry, which has, as its ultimate end, blind foolishness. Jesus spoke of this “idolatry of the mind” when He said to the Pharisees of His day: “You diligently study the Scriptures, because you think that by them you possess eternal life. These are the Scriptures that testify about me, yet you refuse to come to Me to have life.” (John 5:39-40).

  3. 3 Hayal'el April 9, 2010 at 14:14

    L’educazione è una cosa di importanza assoluta. Ma non solo l’educazione scientifica, anche e soprattutto quella etica che oggi scarseggia quasi del tutto.
    Putroppo c’è gente che fa l’opposto perché crede che ogni distinzione tra giusto e sbagliato, tra bene e male sia solo frutto di invenzioni religiose. Per questo bisogna tenere duro e pregare.

  4. 4 Victor S E MOUBARAK April 9, 2010 at 19:57

    Progress does not necessarily mean better. We can progress forwards in time but backwards in all other respects.

    We are in the age of mis-information.

  5. 5 Morinne April 10, 2010 at 11:13

    Our civilisation today has great science and technology, but that doesn’t make us smarter, just better consumers.
    We have more education today, which means we know more, but that doesn’t make us more discerning.
    We have more information today, but in our haste we do not take the time to ponder what we have learned.
    The ancient evils of war, prostitution, starvation, crimes against children and slavery are more prevalent today than they were 100 years ago. There are more slaves in the world today than there were in the Roman Empire. In fact, there are more slaves in the world today than there have been in all the centuries since the birth of Christ.
    These statements can shock people living in affluent first-world nations, but take a look at world news and you’ll genocide in Sudan, public health crisis in Zimbabwe caused by government neglect, war throughout Asia, the Middle East and Eastern Europe. Most of the tea, coffee and chocolate consumed in the world today is farmed by slaves, even child slaves. This is the chocolate which you and I eat. Take a look at http://www.fairtrade.com.au to see what you can do to help.
    Closer to home, we have rising levels of divorce, single-parent and blended families, most resulting in compromised relational outcomes. There are many studies that have confirmed the significant personal and social cost on the children of these failed marriages, including higher rates of unemployment, drug addiction, and crime. We have more people living alone now than ever before, who find it easier to live with loneliness than to live with people.
    Legislators of the 70’s introduced no-fault divorce, thinking it would reduce antagonism between partners in divorce proceedings. Perhaps there are a few amicable divorces as a result, but most divorces are still antagonistic and hurtful. Given the ease with which divorce is now obtained, it has become the easy way out of relationship difficulties. Whereas before a husband and wife would invest in their marriage because they were stuck with it, now struggling couples declare their marriage bankrupt and start again with someone else.
    The no-fault divorce, which seemed like the easy path, often turns out much harder over ensuing months and years, especially if there are children involved. Furthermore, the second marriage does not necessarily result in a better marriage, as the issues that caused trouble to the first marriage frequently return to cause trouble in the second.
    In our pride, we look down on the knowledge of prior centuries, thinking that we know better now. In some fields we are right. In other fields we do ourselves a disservice, ignoring the wisdom of our ancestors, who knew less but understood much much more.

  6. 6 Antonella April 12, 2010 at 11:44

    I guess people have forgotten the six pillars that form a society, namely:
    Respect
    Responsibility
    Trustworthiness
    Fairness
    Caring
    Good Citizenship

  7. 7 andrea April 12, 2010 at 17:36

    …Più che altro,secondo me,si è dimenticato proprio il senso stesso di società. Cosa è la società? Se ne è dimenticato il senso. E a questa perdita di senso corrisponderebbe come causa,sempre secondo me, una esaltazione morbosa dell’egocentrismo grezzo. Ritorno ad una nuova forma di barbarizzazione? Questa volta non dall’esterno verso l’interno(come accadde all’antico impero romano),ma dall’interno stesso. Una sorta di cavallo di troia che si nutre di ignoranza e che demolisce le mura della cultura? Chi sono i nuovi barbari? Questa volta non sono gli stranieri che vivono oltre i confini del nostro occidente.No,ed anzi,sembrano portare qualche piccolo valore(qualche secchio d’acqua in più per spegnere l’incendio) ad una collettività che se ne libera giorno per giorno. Un incendio,come quello di Nerone,ma questa volta non si potrà darne la colpa ai cristiani,come purtroppo ancora qualcuno si permette di fare.

  8. 8 zambullida April 14, 2010 at 14:20

    I do not understand the text, because I do not know Italian, but the pictures are beautiful and so delicate…


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INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.