Parliamone, dunque!

Generalmente si pensa che il modo comune di proclamare la fede sia ad alta voce da un pulpito. Dovrebbe essere adottata una voce speciale, invece, magari intensamente sincera.

C’è un tipo di pasta chiamata strozzapreti – e qualche volta sembra che alcuni preti, quando predicano, siano strangolati dal colletto. Maria, invece, comincia andando a comunicare la notizia alla cugina. Il suo annuncio sarà inserito nella conversazione di tutti i giorni: discutere questioni familiari, speranze politiche e religiose, forse le ultime novità culinarie. E il figlio che darà alla luce sarà un uomo da conversazioni che, mentre cammina, parla con la gente. Ha discussioni animate con la samaritana al pozzo, l’uomo nato cieco e chiunque altro incontri. Mangia, beve e sta con tutti: le prostitute, gli odiati esattori, i capi religiosi, i lebbrosi, i soldati. Ha sempre tempo per conversare. La parola di Dio, inizialmente, si è fatta carne non nelle prediche dal pulpito o nei libri di teologia, ma nella conversazione umana.

I grandi predicatori godono sempre della conversa-zione, Sant’Alberto Magno, maestro di Tommaso d’Aquino, scrive del piacere di cercare la verità in buona compagnia, ‘in dulcedine societatis quae-rere veritatem’. Santa Caterina da Siena dice che non c’è piacere più grande che parlare di Dio con gli amici. La conversazione richiede attenzione all’altro, orecchie aperte a ciò che sta cercando di dire, partecipazione alle sue domande e ai suoi dubbi. Un conversatore deve essere un buon ascoltatore. L’idea di fondare l’Ordine dei Predicatori è venuta a San Domenico in una locanda, dopo una lunga conversazione con il locandiere albigese e di certo non ha passato la notte a dire: ‘hai torto, hai torto, hai torto’. Non possiamo proclamare la nostra fede se prima non ci prendiamo cura dell’altro. Dice un vecchio adagio: ‘Hai due orecchie e una bocca. Dovresti usarli nella proporzione che Dio ti ha dato’. Condividere la fede avviene, innanzitutto, all’interno di una conversazione caratterizzata da attenzione reciproca. Non è un predicare di seconda classe, che vale meno del parlare da un pulpito.

La comunità umana si fonda sulla conversazione. La conversazione è sicuramente la base di ogni società civile. E la comunità che è il Corpo di Cristo si fonda sulla stessa caratteristica: varie conversazioni alle riunioni, nei bar, nelle osterie, negli uffici, in casa, la preoccupazione costante di tenersi in contatto. E’ la modalità principale con cui condividiamo la fede, come hanno fatto Maria ed Elisabetta nella loro conversazione da cugine.

Dal pulpito ascoltiamo la Parola di Dio, lottando, ciascuno a suo modo, per darle un senso. L’omelia dovrebbe suggerire il passo successivo, aiutandoci a vedere come ciò che abbiamo sentito sia la lieta novella per tutti. Dovrebbe radunarci nella comunità di fede, così da essere pronti di lì a poco ad alzarci e recitare insieme il Credo, dicendo: ‘Credo in unum Deum Patrem omnipotentem … Et in unum Dominum Jesum Christum, Filium Dei unige-nitum … Et in Spiritum Sanctum, Dominum, et vivificantem: qui ex Patre Filioque procedit … Et unam sanctam catholicam et apostolicam Ecclesiam …’.  Queste parole non dovrebbero essere soltanto il frutto dello studio della Bibbia, ma anche delle conversazioni della comunità.

8 Responses to “Parliamone, dunque!”


  1. 1 Cinzia March 3, 2010 at 10:24

    Gabriella, tu dici sempre cose bellissime e giuste! Pero’ quanto e’ difficile oggi parlare di religione!

    Under the umbrella of “political correctness,” today’s society forbids us to speak to others about our faith and our religion. We could also be sued for harrassment and find ourselves in all sorts of trouble thanks to all these sorts of stupid “ideals” of the modern world.

    I realise that these are not excuses – it’s just the way things are.

    I find that even at home, in my own family, I find it very very difficult to express my faith and talk about religious things. My husband is not a Catholic, in fact, he is almost a “nothing” (he is not even an atheist), and with my kids I try hard and can only succeed if they are in the right mood to listen and are not preoccupied with a miriad of other interests ….

    With friends, I either get scorned or silenced immediately and someone will change the conversation. So many times I have tried!

    I would love to speak freely and often about my love for God and my faith, but it hardly ever happens😦 does anyone else find themselves in this kind of situation or is it just me?

    Thanks again for a wonderful post.

  2. 2 Hayal'el March 3, 2010 at 13:11

    Io credo che uno dei modi più efficaci per fare apostolato sia l’amicizia con una persona. Il predicatore che espone le tesi dal pulpito è obbligato a parlare in modo generale e spesso non può riuscire a toccare tutti nell’animo contemporaneamente o con l’intensità necessaria a risvegliare una determinata persona.
    In una situazione di amicizia hai certamente a che fare con meno persone tutte insieme, anzi, una sola. Però puoi toccare il suo cuore con l’intensità giusta e scioglierlo con il calore dell’amicizia giorno dopo giorno.

    Certamente però non possiamo fare a meno delle guide spirituali. La predica spesso, se ascoltata con attenzione, può essere un’occasione di riflessione e conversione del proprio cuore.

  3. 3 Tullio March 3, 2010 at 15:10

    Il mondo attuale è stanco di ascoltare ma non è affatto stanco di stupirsi e ammirare un testimone vero. C’è fame e sete di pastori che vivono ciò che predicano e predicano ciò che vivono.

  4. 4 Victor S E MOUBARAK March 3, 2010 at 21:02

    As Cinzia said. It takes a brave person these days to speak out about their Faith.

    Here in the UK Christianity is often mocked on TV and the media. So many comedy programme and stand-up comedians telling jokes about God, Christ and Christianity to an audience laughing like idiots. Not the harmless type of jokes, (I know a few of these myself), but insulting jokes mocking the very belief of a living almighty Deity.

    The sad thing is that it happens so quickly. You’re watching on TV what is up to now a harmless funny comedian and then suddenly his jokes turn against Christianity and its basic beliefs.

    The funny thing is … God will have the last laugh!

  5. 5 Kaede Sachi March 4, 2010 at 10:35

    You’re all right😦
    Here in Japan if you talk about religion or even if I just say I am Catholic they look at me as if I’m a visitor from space.
    But I suppose we must persevere and of course our actions speak more than our words.
    God bless you all.

  6. 6 sivan March 4, 2010 at 10:40

    “Parlare di Dio con gli amici”.
    Credo sia esattamente questo di Santa Caterina il programma che lega tutti noi, impegnati nell’apostolato, in queste sedi ed in altre.
    Bellissime queste riflessioni che esprimono quanta poesia, quanta soavità si prova nel parlare delle cose più alte, più sublimi, divine.
    Alle volte siamo un po’ avviliti perché non si riesce sempre a trovare un interlocutore. Ma poi, basta un solo piccolo movimento d’interesse per dimenticare le mortificazioni quotidiane.
    Un caro saluto.
    silvio

  7. 7 churchmouse March 5, 2010 at 00:14

    Agree with Victor and Cinzia — it is very difficult to have a conversation about Christianity in the Anglo world.

    Went to the dentist’s today. Two points of conversation which the dentist and his assistant brought up:

    1/ ‘Being a Catholic did my head in’

    2/ ‘Why are Christians so judgmental against LGBTs?’

    I told No. 1 to look for another church and No. 2 to consider it media hype, as I personally have never seen discrimination against LGBTs in any church I’ve attended.

    I got the strangest looks from the nicest people.

  8. 8 WalkerScott March 9, 2010 at 17:37

    Le parole svaniscono nell’istante in cui giungono all’orecchio di chi ascolta, i fatti invece rimangono perchè lasciano un segno. Per questo motivo ritengo che il modo più efficace per esercitare un buon apostolato sia condurre una vita onesta nel rispetto del prossimo. Il resto sono solo chiacchere.


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INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.