Te Deum laudamus

La gratitudine per il dono della vita e per la fertilità della terra sono centrali in quasi ogni civiltà conosciuta. E’ il fondamento pressoché di ogni religione. Adamo ed Eva sono stati creati per lavorare la terra e ricavarne frutti. E’ questa la prima vocazione umana. Raramente gli atei sono persone a contatto con la terra e con il miracolo stagionale della fertilità. In un supermercato, la verdura diventa merce impacchettata, un prodotto piuttosto che un dono. Quando Oshida teneva i ritiri spirituali per i vescovi asiatici, i primi giorni li mandava nelle risaie a piantare il riso e non permetteva che smettessero, solo perché avevano male alla schiena e alle ginocchia. Scrive: ‘Un contadino che lavora duramente dalla mattina alla sera sa che un chicco di riso non è un prodotto suo, creato solo dal suo sforzo, ma è qualcosa datogli da Dio. Deve offrire il chicco di riso a Dio che è nascosto ma che dà tutto. Deve dire: Questo è Tuo!’  (Oshida, Takamori Soan).

Sara Maitland mette in luce il legame tra silenzio e giardinaggio: ‘Il giardinaggio mi ha insegnato un modo di lavorare con il silenzio – non ‘in silenzio’ ma con il silenzio – era una creatività silenziosa. Il giardino stesso, con la sua crescita silenziosa, ci metteva più energia di me – cresceva quietamente, ma intelligentemente’ (Maitland, A book of silence).

Per molte culture, è inconcepibile possedere la terra. Un domenicano spagnolo, esperto di agricoltura, ha visitato un villaggio Maya sulle montagne del Guatemala e si è stupito dell’agricoltura altamente sviluppata. Ha chiesto a uno dei contadini se la terra fosse posseduta collettivamente o individualmente. Ha risposto il contadino: ‘Mi chiedi chi possiede la terra? Come si può possedere la propria madre?’ (Pierce, San Martin de Porres).

I sociologi hanno speculato sulle proprietà magiche delle stazioni ferroviarie nella Francia dell’Ottocento: i contadini, profondamente religiosi, andavano a Parigi in cerca di lavoro, ma non appena scendevano, non mettevano più piede in chiesa. Si dimenticavano di Dio. Nella squallida periferia urbana non era più ovvio che tutto fosse un dono, e scompariva velocemente il ricordo di Colui che dona tutte le cose buone. Le città sono anche il luogo del rumore e della confusione, dov’è difficile sentire il silenzio di Dio. Oggigiorno, per la prima volta nella storia umana, più della metà dell’umanità vive in città. In un ambiente costruito interamente da mani umane e dove il silenzio è raro, come si può tenere vivo il senso di Colui che dona tutte le cose buone?

Quindi, è la gratitudine il fondamento della nostra amicizia con Dio il Creatore. Comprendiamo la contingenza delle cose, anche della nostra stessa esistenza, e rendiamo grazie. Meister Eckhart, domenicano tedesco del Trecento, ha detto che ‘se l’unica preghiera che dico è Deo Gratias … è abbastanza’.

I salmi ci dicono che Dio ha detto una parola, e il mondo ‘così fu’. Gli occhi pieni di gratitudine intravedono che l’esistenza non è un fatto, ma un atto. Il bisogno di gratitudine non può essere dimostrato, ma può essere contagioso.

Perché andare in chiesa? Eucaristia significa ‘ringra-ziamento’.

Andiamo, dunque, a dare un’espressione pubblica alla nostra gratitudine. Nelle enormi megalopoli del mondo, in ambienti interamente artefatti, l’assemblea si riunisce per dare testimonianza al nostro Dio generoso. Nel frastuono della giungla urbana, offre un luogo di lode e di silenzio. E’ ovvio che posso ringraziare anche nell’intimità della mia casa – ‘sette volte al giorno io ti lodo’ (Sal 119, 164) – ma per giustizia verso Dio e il mio prossimo, devo rendere visibile la mia gratitudine.

Andiamo, dunque, e tutti insieme cantiamo Te Deum laudamus!

6 Responses to “Te Deum laudamus”


  1. 1 Victor S E MOUBARAK February 22, 2010 at 20:17

    “Perché andare in chiesa? Eucaristia significa ‘ringraziamento’.”

    …. yet nine out of ten lepers did not return to thank Him.

    God bless.

  2. 2 Cinzia February 23, 2010 at 07:46

    Fantastic post Gabriella (as always).

    Victor, I guess the ten lepers encapsulated the whole of humankind … only ever one out of ten remembers to say thank you and to be ever grateful to God.

    I am (woefully) part of those nine, because when I pray or go to church, it is usually to ask God for something rather than to thank Him. So I have still a lot to learn and a very long way to go …

    This post, and all the previous ones, help open my eyes and my heart to many things – to realise and learn –

    so I am grateful to you Gabriella as well …. thank you!

  3. 3 Victor S E MOUBARAK February 23, 2010 at 10:59

    Thank you Cinzia for a lovely response. You’re so right … we’re all too quick to ask and too slow to thank.

    Hope to see you visiting my Blog soon.

    God bless you.

  4. 4 Piergiorgio February 23, 2010 at 14:05

    La maggior parte degli uomini, diceva Tommaso Moro, scrive i benefici sulla sabbia e incide le offese sul marmo. A ragione, perché se vi è cosa rara tra gli uomini, è la riconoscenza, mentre frequentissima è l’ingratitudine.

    L’esperienza lo dimostra, e la Sacra Scrittura è piena delle lagnanze che fa Iddio, dell’ingratitudine degli uomini. Quanto spesso si avverano anche del popolo cristiano quelle parole che il re Profeta diceva al popola ebreo: “Si dimenticò dei benefizi di Dio e dei miracoli da lui operati” (Sal. LXXVII, 11). Dimenticarono il Dio che li aveva liberati, che aveva riempito l’Egitto dei suoi prodigi, la terra di Cam delle sue meraviglie (Sal. CV, 21).

    E’ la vergogna di noi tutti quel fatto – che menziona Victor – dei dieci lebbrosi guariti da Gesù Cristo, dei quali uno solo ritornò a ringraziarlo, e nove lo pagarono d’ingratitudine! (Luc. XVII, 17) è segno del comportamento usuale di noi tutti poveri miserabili.

    “Il figlio onora il padre, dice il Signore per bocca di Malachia; ora se io sono il padre di tutti gli uomini, dov’è l’onore che mi si tributa? se io sono il Signore, dov’è il timore mio?”. Dio è nostro padre, 1° perché nostro creatore; 2° perché ci conserva e ci governa; 3° perché autore della nostra fede e delle grazie con cui ci giustifica e ci adotta in figli suoi ed eredi del suo celeste regno. Ed è nostro Signore per i medesimi titoli e per altri ancora, come per es. di averci riscattati col suo sangue; di essere il re supremo cui ogni creatura è tenuta ad obbedire; di averci condotti per servi ed operai nella sua vigna, proponendoci per ricompensa la vita eterna. Eppure, non ha egli ragione di dire: “Ho nutrito e innalzato dei figli, ed essi mi hanno vilipeso. Il bue conosce il suo padrone, l’asino la sua stalla, ed Israele non ha conosciuto me?” (Isa. I, 2), e di ripetere col Salmista: “L’uomo della mia pace, nel quale avevo messo la mia fiducia, che sedeva alla mia mensa, mi ha pubblicamente tradito: se mi avesse trattato da ingrato un mio nemico, me lo sarei pure portato in pace; ma tu, o cristiano, caro al mio cuore, tu che assistevi ai miei consigli e vivevi familiarmente con me, tu negarmi, tu tradirmi, tu essermi ingrato?” (Sal. XL, 10 – LIV, 12-13).

  5. 5 Laura February 23, 2010 at 17:11

    … è necessario riconoscer ke la vita è un dono…nn ci appartiene quella ke abbiamo a disposizione e tanto meno quella di ki diciamo di amare… nn ci appartiene 1 filo del ns corpo o 1 cm del corpo di un altro…siamo incapaci di ringraziare Dio e kikessia xché pensiamo ke quel ke abbiamo ci spetti e quel che desideriamo anke…conosco alcuni ke sanno ringraziare ma nn sempre godono dei doni ke ricevono, nn si legittimano ne consentono nulla…saper ringraziare ha come contraltare saper godere di quel ke si ha e, forse, in questo modo imparare a ridurre la voracità verso tutto quel ke c’è….

  6. 6 churchmouse February 24, 2010 at 11:01

    Hello, everyone!

    For me a good opportunity to say thank you is daily in evening prayers and in church on Sundays to recap all the good things that happened that week, silently enumerating them. My mom recommended that and said it would be an easy way to remember to do it.🙂


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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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Don't consider abortion ...


... give a child the chance to tell you how much life is appreciated



WARNING!!! This blog is heretic repellent ...


MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.