La gioia della fede

Sembra che molti, oggi, non vivano nella gioia. Rimangono perplessi di fronte alle domande che si presentano in un mondo che li confonde. Animati da buona volontà, vedono le povertà e le ingiustizia e desiderano porvi rimedio. Sono sfidati dagli argomenti di quanti negano l’esistenza di Dio e si interrogano su quali risposte dare. Constatano i danni recati all’ambiente dall’avidità degli uomini e lottano per trovare modi di vivere in armonia con la natura e gli altri. Dove cercare risposte? Lo Spirito orienta verso mete per le quali vale la pena di vivere e che danno la forza per continuare un cammino in cui far nascere un mondo migliore, consapevoli che: ‘I nostri cuori non troveranno pace finchè non riposano in Dio’ (Sant’Agostino).

I discepoli di Giovanni, come i farisei, erano soliti digiunare nei tempi stabiliti. Vedendo però che i discepoli di Gesù non digiunavano, alcuni andarono da lui e gli domandarono: ‘Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi non digiunano?’ Gesù rispose loro: possono gli amici dello sposo digiunare mentre lo sposo è con loro? Finchè hanno con sé lo sposo non possono digiunare’ (Marco 2:18). Il banchetto nuziale è usato spesso dalla Bibbia per indicare uno stato di gioia, di felicità. Si mangia e si beve quando si è contenti, o quando si partecipa alla festa di qualcuno, come nel caso delle nozze. Si digiunava invece quando si doveva fare cordoglio, segnalare in qualche modo una mancanza di soddisfazioni, una situazione di tristezza.

Perché dunque i discepoli di Gesù non digiunano come fanno quelli di Giovanni e i farisei? Non digiunano perché hanno i loro buoni motivi per essere felici, hanno scoperto Gesù maestro e amico e Gesù ha scoperto loro, li ha cercati, li ha chiamati per nome, ha cambiato le loro vite. Le loro reti erano vuote e si sono riempite di pesci, di gioia e di senso. La loro vita dopo l’incontro con Gesù si è trasformata in meglio così che non possono che gioire, e noi conosciamo la gioia che reca all’animo una situazione nuova e bella, come può essere un incontro significativo, un’amicizia vera, la guarigione dopo una lunga e dolorosa malattia. Ma anche la scoperta della fede. Si ricordano questi momenti con una gioia incontenibile, per la certezza di aver trovato il senso della vita ed anche la sua direzione. Come si fa a digiunare (essere tristi) se lo sposo è con noi? Come si può piangere quando la nostra vita è piena di luce?

Non si tratta qui soltanto di una gioia individuale o di gruppo. Gesù evidenzia il contrasto che esprimono in qualche modo i due gruppi di discepoli, quelli di Giovanni ed i suoi. Se la festa è iniziata, perché digiunare come se non lo fosse? E’ come quando si aspetta la nascita di un bambino, e non si riconoscesse la gioia e lo stupore del fatto che il bambino è già nato ed è diverso da come lo si era immaginato. Il Vangelo non si impone a nessuno e Gesù non polemizza. Semplicemente descrive due situazioni: un gruppo di persone che continuano a digiunare, ed un altro che partecipa alla festa.

Noi siamo invitati ad andare con lui, a interrompere il cordoglio, a mangiare e a bere con lo sposo e a fare festa.

10 Responses to “La gioia della fede”


  1. 1 Victor S E MOUBARAK February 6, 2010 at 12:36

    Good point well made.

    The reason there’s so little joy in the world is because people are distancing themselves from God.

  2. 2 Kieran February 6, 2010 at 13:41

    I totally agree with you, Victor.

    We live joyfully because we really are on a “Great Adventure”. We went white water rafting last year. At first we got into the water and enjoyed maneuvering the boat in the current. We faced a couple of “little rapids” and really enjoyed them. But as the journey continued we faced some more fierce rapids. The enjoyment in the latter was much superior to the former. We would have missed the fun of the good rapids if we had gotten out of the water after the “little rapids.”
    The Christian life is like that. We miss out if we stop progressing. The initial stages of the faith are enjoyable but they are nothing compared with what God will introduce us to as we continue to travel with Him. We must “stay the course.”

    God’s peace to all the readers of this wonderful blog.

  3. 3 Cathy February 6, 2010 at 14:16

    I like the analogy of the white river rafting offered to Victor. Life really is like that. When you’re on this journey, you’re so glad you have an experienced water rafter to guide you on the journey! So it is with Providence and this earthly journey. We have the perfect guide, one who knows the rapids and can get us through them!!! This is a wonderful reflection! Thank you!

  4. 4 Hayal'el February 6, 2010 at 15:30

    Mi ridanno un po’ di speranza queste parole. Nella mia attività vedo spesso il peggio del peggio e capita di perdere di vista la causa della vera letizia.

  5. 5 Parunzein February 6, 2010 at 16:30

    Molte persone convertite al Cattolicesimo parlano della “Gioia” trovata quando hanno abbracciato la vera fede.
    Anche il grande Chesterton, polemista e insuperabile apologeta. Per lui la “Gioia” era il “gigantesco segreto del cristiano”.
    Riporto:
    “Il paradosso fondamentale del Cristianesimo è che la ordinaria condizione dell’uomo non è il suo stato di sanità e sensibilità normale: la normalità stessa è una anormalità. Questa è la filosofia profonda della Caduta. […] La massa degli uomini è stata costretta ad essere alle gra per le piccole cose, triste per le grandi. Nondimeno […] ciò non è nella natura dell’uomo. L’uomo è più se stesso, è più umano, quando in lui la gioia è fondamentale e il dolore superficiale. […] Il pessimismo è tutt’al più una mezzafesta della commozione; la gioia è il lavoro tumultuario per cui vivono tutte le cose. […] La gioia, che fu piccola appariscenza del pagano, è il gigantesco segreto del cristiano”.

  6. 6 andrea February 6, 2010 at 17:33

    Se si vive con la prospettiva del Cielo(Il Regno di Dio è in mezzo a voi),la gioia è la festa della vita eterna,quella che il Cristo ci ha conquistato. Molti cristiani,anche cattolici battezzati,non hanno capito che la gioia non è di questo mondo o per le conquiste e le faccende di questa Terra,ma proprio per il dono inestimabile della vita eterna,che empiricamente non percepiamo,ma che viviamo nella fede. E’ più facile per il nostro istinto gioire per una illusione terrena,piuttosto che della realtà della vita eterna. Un uomo,infatti,alla esclamazione “Gesù ti ha salvato” oppure “Dio ti ha dato un posto nella realtà del Paradiso”,rimarrebbe indifferente e comunque non gioirebbe neanche minimamente. Se lo stesso uomo,al contrario,la sera accendesse la tv e ascolterebbe “l’Italia ha vinto la partita contro l’inghilterra” gioirebbe di sicuro.
    Il vero cristiano invece,lo dimostrano i santi,sente il Cielo allo stesso modo di quando un uomo è capace di udire,vedere,gustare,toccare,annusare…insomma i sensi. La “Realtà della Verità,di Dio,dell’Eternità…”

  7. 7 Federico Sangallo February 7, 2010 at 10:30

    La superbia è la radice delle nostre “eterne” tristezze, mentre l’umiltà spalanca le porte dell’anima alle gioie più grandi. Ecco perché, quando eravamo bambini la gioia era la naturale compagna delle nostre giornate. Si gioiva di essere semplicemente quello che si era: piccoli! Col diventare “grandi” questa gioia si è allontanata da noi, perché le nostre vie non sono state più le sue. Chi invece, malgrado gli anni, è restato nel cuore semplice, povero, umile come un bimbo, prima o poi avrà scoperto che la gioia dei semplici è la gioia di Gesù, che essa è dono del Suo amore per noi, che viene dal Cielo e, perciò, il mondo non la può dare. E’ come la pace, che ci dona lo stesso Gesù: “vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi” (Gv 14, 27).
    Il mondo non conosce la gioia, ma solo il suo surrogato, il piacere: piacere dei sensi, del potere, del successo, dell’auto-affermazione, del lusso, del “benessere”… Ma il piacere costa tanto e fugge sempre via dal cuore dell’uomo. Appena lo si consuma già non c’è più. Così l’uomo lo insegue disperato, illudendosi che, prima o poi, lo appaghi, lo riempia, si fermi con lui, ma così non è. Il piacere è tiranno, non ha pietà del cuore umano: lo usa e lo getta.

  8. 8 Annachiara February 7, 2010 at 10:30

    “Chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera… Egli non toglie nulla, e dona tutto!” (Papa Benedetto XVI, 24 aprile 2005)

    Buona domenica a tutti!

  9. 9 Karinann February 7, 2010 at 16:41

    Gabriella,
    I also agree with Victor that the reason so many seem to be without joy is because they let so many other things distract and keep them from God. I also like Pope Benedict’s quote from Annachiara’s comment. True friendship with Christ does open the doors of life. I found this to be very true in my own life upon my return to Christ and His Church.
    Thanks for another great post! God Bless.

  10. 10 Nico February 9, 2010 at 10:20

    Bellissimo blog complimenti. E’ la prima volta che riscontro dei post scritti in modo che noi giovani possiamo capire chiaramente. sono evangelista ma leggo di tutto e vorrei contribuire alla bella lista di quotazioni presi dai scritti del grande GKC

    “E’ facile essere pazzi; è facile essere eretici; è sempre facile lasciare che un’epoca si metta alla testa di qualche cosa, difficile è conservare la propria testa; è sempre facile essere modernisti, come è facile essere snob. Cadere in uno dei tanti trabocchetti dell’errore e dell’eccesso, che, da una moda all’altra, da una setta all’altra, sono stati aperti lungo il cammino storico del Cristianesimo – questo sarebbe stato semplice. E’ sempre semplice cadere; c’è una infinità di angoli a cui si cade, ce n’è uno soltanto a cui ci si appoggia. Perdersi in un qualunque capriccio, dallo Gnosticismo alla Christian Science, sarebbe stato ovvio e banale. Ma averli evitati tutti è l’avventura che conturba; e nella mia visione il carro celeste vola sfolgorante attraverso i secoli, mentre le stolide eresie si contorcono prostrate, e l’angusta verità oscilla ma resta in piedi.” (Gilbert Keith Chesterton, Ortodossia)


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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.