Arte?

Mi piace visitare le chiese. Tutte le volte che mi trovo in un paese, in una cittadina o in una grande metropoli e ne incontro una sulla mia strada, ci entro volentieri. E non solo per un fatto devozionale, ma anche in ricerca di cose belle. Si, perché tutte le chiese offrono sempre qualcosa da ammirare: spesso sono dei veri e propri musei con ingresso gratuito. Una delle cose che più mi attrae, sono le vetrate – ma solo quando queste rappresentano con chiarezza un personaggio o un evento storico o biblico.

Un paio d’anni fa ebbi a leggere come un maestro di spiritualità le paragonava alle anime. Scure, incomprensibili e tristi se prive di luce, ma splendenti di mille entusiasmanti colori, se baciate dal sole. Egli sosteneva, con una ragione incontestabile mista a poesia, che la grazia divina, l’amicizia divina, trasforma le anime in splendori di bellezza come il sole trasforma anonimi vetri grigi, in sfolgoranti opere d’arte. Da un po’ di tempo però mi è capitato di imbattermi solo in strane vetrate, moderne, nelle quali macchie di colore dalle forme incomprensibili mi lasciano perplessa sul loro significato.

A volte, parlando con un sacerdote o con un parrocchiano lì presente, mi sento dire frasi del genere: ‘L’autore ha voluto esprimere il suo personale modo di vedere la creazione …’, ‘E’ l’interpretazione intensa e personalissima dell’episodio della fuga in Egitto …’, ‘Rappresenta l’istituzione dell’eucaristia come il pittore l’ha sentita nel suo intimo …’, ‘Raffigura la preghiera che sale a Dio …’, ecc. Io ascolto sempre con attenzione le spiegazioni, ma rimango nel contempo molto perplessa. Esattamente come rimasi perplessa sabato scorso di fronte ad un quadro, in un negozio d’arte moderna, rappresentante triangoli, rombi, esagoni, quando lessi il titolo nella sottostante targhetta: ‘Ragazze al mare’.

Io mai sarei arrivata, con le mie sole forze, ad immaginare che quelle forme geometriche avessero un simile significato, ed anche allora mi scontrai con l’usurata formula: ‘Ma, Signora, pensi all’abilità del pittore, capace di reinterpretare la realtà … ecc.’ Mi sorse il dubbio, un po’ cinico, che il famoso artista semplicemente non fosse in grado di dipingere figure umane, e che avesse ripiegato sulle più semplici figure geometriche al fine di mascherare questa sua incapacità.

Amo i bei disegni, i colori, i quadri ad olio, gli acquarelli, i mosaici, e ammiro questa vena artistica che il Creatore ha donato ai miei simili ma in molti casi oggi, scusate, è come se la mano di un vandalo, solo per odio contro coloro che amano il bello, o per invidia ed incapacità di concepire una scena sacra o ammirare le bellezze della creazione e riprodurle fedelmente, avesse gettato un grosso sasso contro una splendida vetrata o dispettosamente sarebbe passato sopra un quadro strofinando la pittura con le sue mani e i suoi piedi, annullando ogni sembianza con la realtà.

La gente ama il bello. Le persone si affezionano alle belle opere che trasfondano un po’ di se stesse, del loro mondo, della loro vita, e patiscono se le vede distruggere o danneggiare. E tanto più il loro animo è sensibile, tanto più ne soffrono.

Ardisco troppo a sostenere che in qualche modo a noi incomprensibile anche Dio – pur felicità infinita ed immutabile – patisce se vede la sua opera migliore, quella che ha fatto a Sua immagine e somiglianza, quella che più ha amato ed ama, deturpata, disgregata e avvilita?

20 Responses to “Arte?”


  1. 1 Gemma Gennari December 1, 2009 at 22:15

    La tua è una riflessione sull’arte in generale e concordo in pieno. Non sopporto l’arte “moderna” e sono convinta che l’uomo è capace di cose più sublimi.

    L’arte “moderna” come Arte Sacra poi ….. è vergognosa!
    L’Arte Sacra deve orientare al Signore e NON celebrare il grande artista (!) Il vero artista cristiano è umile e non deve comparire. Il Santo Padre ricorda che per essere condotti ad un nuovo modo di vedere, prima si deve cambiare il cuore: a partire dal centro interiore che è la croce e la risurrezione (Introduzione allo spirito della liturgia, p. 117) ….. ecco perché gli Ortodossi esigono che per fare una icona ci voglia il digiuno! Senza conversione non si può produrre Arte Sacra.

  2. 2 Domiziano December 1, 2009 at 22:33

    E’ stato fatto un APPELLO AL PAPA promosso da laici di tutto il mondo “per il ritorno ad un’Arte sacra autenticamente cristiana”. E le firme aumentano giorno per giorno. Se non lo avete già fatto e se siete d’accordo, vi prego firmare:
    http://appelloalpapa.blogspot.com/
    Grazie.

  3. 3 OsteriaVolante December 1, 2009 at 23:26

    Ormai nemmeno le Chiese sono più musei gratuiti, a Firenze le fanno pagare😦
    Sono morto dalle risate quando parli del quadro iper-cubista: anch’io ho pensato le stesse cose e mi sono sentito rispondere allo stesso modo con cui hanno risposto a te. Sarà, ma pure secondo me in realtà è una copertura per dire che quel tizio non sapeva dipingere: mi ricorda Guzzanti quando faceva l’imitazione di tele-elefantino

    L’oste

  4. 4 Maria December 2, 2009 at 04:37

    Per me, non mi piace l’arte moderno molto – ma penso che forse desidera una persona chi pensa nel modo particulare???

    Ancora, sono gelosa degli italiani, che hanno le chiese cosi belle. Dopo Vatican II, noi americani abbiamo fatto moltissimi chiesi “moderni.” Blah.

  5. 5 Orsobruno December 2, 2009 at 09:07

    Mi raccomando, nessuno dica alla nostra amica americana Maria che le chiese belle le ereditiamo dal passato e che ultimamente stiamo costruendo molte chiese “penitenziali”, nel senso che è una penitenza sia guardarle da fuori che entrarci😉
    Nell’era del relativismo, molti pensano che non è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace (a Tizio). E l’arte sacra, che dovrebbe essere collezione delle bellezze più elevate, spesso è collezione di orrori.
    Bisogna tornare a riflettere sull’oggettività del bello, e sui corrispondenti canoni di bellezza nell’arte sacra; insegnarlo nei Seminari; che se ne convincano gli artisti, e i committenti che li selezionano e li pagano (non per essere venale, ma con i nostri soldi).
    Orsobruno/Aurelio

  6. 7 Cosimo December 2, 2009 at 10:22

    Grazie Domiziano. Ho aderito a “Appello a Sua Santità Papa Benedetto XVI per il ritorno a un’arte sacra autenticamente cattolica”.
    Quando l’arte incrocia la fede, e in particolare la fede cattolica, non si tratta solo di memoria da salvaguardare o di pensieri da esprimere, ma di testimonianza viva. Perché è annuncio di Gesù, annuncio del Figlio di Dio che ha scelto di farsi visibile per andare incontro all’uomo. E’ testimonianza viva e gioiosa, perché segno e annuncio di salvezza nella storia. E’, in una parola, evangelizzazione: un invito a diventare testimoni della bellezza di Gesù. L’arte, infatti, affascina se creata secondo uno spirito di verità e di carità, di mistero e di bellezza. L’arte affascina se degna del fascino di Cristo.
    Ho aderito all’appello perché sono straconvinto che sia necessario ed urgente mettere almeno un freno all’arte sacra assai brutta. Non tanto perché anti-cattolica/cristiana o a-cattolica/cristiana, ma perché BRUTTA. E perciò falsa e cattiva. Non sarà facile avere delle opere BELLE, ma almeno non ne avremo di brutte.

    Grazie Gabriella per questo bellissimo blog.

    • 8 Barbara December 7, 2009 at 10:54

      Gabriella, Thanks for speaking out so strongly against the wrongs of those priest and bishops. I learn so much from your post and I know you will continue to speak out.

      Thanks for being such a faithful Catholic.

      Barbara

  7. 10 Cinzia December 2, 2009 at 11:24

    Fantastico Laura! Mi sono fatta una bella risata …. 🙂

    Grazie!

  8. 11 Karinann December 2, 2009 at 14:56

    Gabriella,
    I agree, some of the more modern art just makes me shake my head and wonder, “What was this person thinking?” I like to know what it is I am seeing.
    I think about stained glass windows and one of their original purposes- to tell the stories of the Gospel in pictures to those who were unable to read. They needed to be beautiful but simple. Unfortunately some modern churches have strayed from this and the beauty has been lost.
    Your post makes me think of our own souls as well. God created a beautiful masterpiece in each of us, we through our sins carelessly smudge and dirty this masterpiece and the beauty is lost. Thankfully our God is the greatest restorer of art.
    Sorry for getting a bit off topic. I just couldn’t help but see the analogy there.
    Thanks for another great post.
    God bless!

  9. 12 Deanna December 2, 2009 at 16:44

    Karinann, your comment is beautiful and I think the analogy you make is the same one that Gabriella makes in her post — the google translator wasn’t very clear this time🙂

    I think modern art in churches and modern churches are UGLY.
    REPUGNANT — UGH!

  10. 13 Andrea December 2, 2009 at 17:04

    Al di là del fatto strttamente religioso,l’arte tradizionale e l’arte antica o classica esprime il senso della misura,il senso della proporzione,dell’equilibrio e dell’armonia. Con l’arte moderna e i suoi scarabocchi tutto questo non viene più espresso. Mi collego così ad Aurelio riguardo alla tesi relativista. Se l’arte antica o classica si proponeva di essere espressività di tutto ciò che richiama all’universalità dei valori e comunque al concetto dell’armonia universale,l’arte relativista ci propone il concetto della particolarità,del mondo così come viene visto dall’autore dell’opera artistica. I movimenti religiosi,e soprattutto quelli cristiani(che hanno una Verità Universale e chiara,perchè rivelata),non possono logicamente permettersi queste forme di arte,in quanto esse sono le meno appropriate alla comunicazione “chiara” ed immediata di valori che trovano origine in quella Verità che richiama all’armonia di tutto il creato. Anche per questo motivo,l’arte di stile classico è quella che più si addice all’opera sacra o all’arte sacra nel suo insieme. Così,potremmo vedere giustamente e senza condanna un opera artistica di arte moderna nella casa di un prete,mentre meno appropriato sarebbe vederla in un tempio ecclesiastico che vive della collettività che si riunisce su quei valori che possono essere veicolizzati al meglio dall’arte sacra di stile classicheggiante.

    Ovviamente sono tutte considerazione personali,dove ogni obiezione può essere senz’altro bene accetta.

    saluti

  11. 14 Annachiara December 2, 2009 at 19:49

    Andrea, io un’obiezione ce l’avrei:

    Non condanno ma non saprei cosa pensare di un prete che in casa appende un quadro così:

    o così:
    😦

  12. 15 WalkerScott December 3, 2009 at 08:09

    @ – Andrea – Io sono sempre stato convinto che l’arte nelle chiese sia nata come “illustrazione” per i fedeli i quali, specialmente in passato, spesso non erano in grado di leggere e quindi di comprendere i Testi Sacri, per tanto in quel periodo l’arte aveva un mero scopo raffigurativo. Per quanto riguarda lo stile non è vero che lo stile classico è il più adatto alle rappresentazioni sacre: lo stile cambia con le epoche, pensa ad esempio ai primissimi disegni trovati nelle catacombe a Roma, oppure ai mosaici bizantini, lo stile classico è venuto dopo. Al giorno d’oggi le opere d’arte nelle chiese hanno scopo puramente ornamentale ed evocativo in quanto la stragande maggioranza della popolazione è in grado di leggere e scrivere. Sono d’accordo sul fatto che l’arte contemporanea non è adatta alle raffigurazioni religiose anche se ci sono delle eccezioni come questa:

    ed altre che ho avuto modo di vedere ad una mostra allestita qualche anno fa dalle mie parti.

    Ma l’arte contemporanea è tutt’altro scopo: l’infrangere le regole classiche, l’utilizzo di materiali inusuali, etc. non dovrebbe essere visto come una “furbata” di un artista incapace. L’artista cerca di trasmettere delle emozioni o di creare un’atmosfera partendo dall’interno di chi osserva la sua opera, se ci riesce meglio, altrimenti pazienza.

    Un breve aneddoto e poi concludo:

    Premessa: Io dipingo nel tempo libero, faccio quadri a olio, per imparare sono andato a lezione da un maestro di pittura, una persona molto religiosa che dipinge spesso anche immagini sacre.

    Un giorno, in occasione di un funerale, mi recai presso la chiesa di una parrocchia vicina a dove abito, durante la cerimonia osservai la volta e vidi che vi erano raffigurate le immagini dei quattro Evangelisti, erano stupendi, forme classiche come quelle che piacciono ad Andrea, ieratici e severi, osservandoli meglio trovai nei loro tratti qualcosa di familiare. Quando la cerimonia fu conclusa ed uscii dalla chiesa mi ripromisi di chiedere al mio maestro se conosceva l’autore di quegli affreschi. Qualche tempo dopo incontrai il mio maestro e gli chiesi appunto notizie di quelle opere, egli rispose: “Oh sì, gli Evangelisti, li ho dipinti io qualche anno fa, fossi ora non li avrei dipinti, sono venuti malissimo, i peggiori della mia carriera.”

    @ – Annachiara – Beh se al sacerdote piacciono quelle opere che male c’è? Non sono offensive nei confronti della religione, non credo che siano in conflitto con la sua figura “professionale”. Avrà pur diritto ad avere i suoi gusti, no?

  13. 16 Annachiara December 3, 2009 at 16:03

    WalkerScott, non sono d’accordo con te che oggi le opere d’arte in chiesa hanno lo scopo solo ornamentale – non credo che i fedeli in chiesa devono stare li a torturarsi la mente su che cosa significa una tale vetrata o sul perchè Gesù in croce ha il morbillo. Vedere un’immagine bella e chiara della Madonna o di un santo ci aiuta a pregare meglio – l’arte moderna distoglie la concentrazione sulla preghiera.

    Sono d’accordo che c’è arte moderna e arte moderna ma l’Arte per eccellenza dev’essere capita da tutti e non solo dall’artista.
    La Bellezza la si riconosce subito.

    Recentemente mi è capitato di osservare, dietro l’altare di una chiesa due vetrate, moderne si, ma a mio parere ricche di buon gusto. Non erano le solite macchie di colore senza senso, ma una composizione di decine e decine di piccole tessere di vetro colorato disposte a mo’ di raggera. Non so cosa passasse per la mente dell’artista, ma a me ha dato l’impressione che fosse riuscito a fermare nel tempo l’attimo di una improvvisa frantumazione e che, dal punto centrale dell’urto, una miriade di frammenti di vetro si stesse disperdendo verso l’esterno. E pensavo, passando dal concreto al simbolico, che poteva anche aver inteso rappresentare quell’evento misterioso della nostra fede che è il ‘peccato originale’. Ricomporre e ricompattare ogni uomo, frantumato dal peccato, ridargli l’unità e la dignità perduta, ecco il fine dell’Incarnazione!
    Ma penso che io sola l’ho interpretato cosi😉

  14. 17 Andrea December 3, 2009 at 23:21

    Wolker,dici bene,ma io comunque penso che,almeno fino a questo momento,lo stile classico abbia dei potenziali espressivi di gran lunga superiore allo stile moderno,anche se non va del tutto demonizzato. Anche l’arte moderna ha la sua espressività,anzi forse ne ha addirittura di più in quanto in essa si concentra,a mio avviso,l’ispirazione interna dell’autore. Per questo motivo l’arte moderna mi sembra più oppotuna alla sfera individuale,che non è riferita solo all’autore,ma anche all’osservatore(come il prete che giustamente può avere i suoi gusti personali).Nell’arte tradizionale,sempre secondo me,prevale una concezione dell’universalità. Anche per questo dà un senso più o meno immediato di ciò che esprime.E’ più visibile,è più chiara,anche se non manca anche qui,la sfera interpretativa,che comunque caratterizza tutte le opere artistiche.

    Anzi,proprio l’ambito interpretativo può aiutarci a farci capire come l’opera d’arte moderna sia forse meno opportuna per un luogo ecclesiastico. Se prendiamo un opera d’arte moderna,ognuno,al di là dell’autore,è chiamato a interpretare,a riflettere e a convergere di più attorno alla interiorità espressiva dell’autore,come se l’autore assumesse una forte centralità. Ma ciò sarebbe più opportuno nei musei propriamente detti,piuttosto che nelle chiese,dove vi è maggiormente bisogna dell’immediatezza del messaggio. Una bella opera tradizionale,ad esempio, può essere considerata bella da chiunque,anche da un amante dell’arte moderna,mentre un opera moderna può piacere a taluni e piacere di meno ad altri.

    Nelle opere di stile classico,secondo me,al di là dell’ambito interpretativo che comunque è presente anche qui,prevale subito un messaggio visivo chiaro,che converge di più in ciò che vuole essere oggettivamente rappresentato. E’ come se l’osservatore non fosse più di fronte a ciò che l’autore “in buona fede” trasforma nella sua potenzialità espressiva,ma di fronte a ciò che l’autore vede.

    un saluto

  15. 18 Cinzia December 4, 2009 at 00:19

    “La bellezza la si riconosce subito”

    Proprio cosi’ Annachiara, proprio cosi’

    Recentemente sono andata ad una mostra d’arte del pittore Salvador Dali – e non mi e’ piaciuto proprio niente!

    Quanta bruttezza … un quadro piu’ brutto dell’altro.

    Ditemi pure che Dali’ era un grande artista ecc …. ditemi quello che volete. Per me l’arte deve essere bella, deve essere capita e deve rappresentare le cose vere di questo mondo.

    Se uno vuole dipingere una donna, per esempio, deve essere una donna vera, umana, e non una rappresentazione o uno scarabocchio che sembra fatto da un bambino di tre anni. Un fiore deve’essere un fiore.

    Chiunque puo’ disegnare e dipingere “macelli” e “casini” moderni, ma pochissimi hanno il vero talento di poter disegnare e dipingere cose vere cosi’ come sono nella realta’ – e lo stesso con la musica, con l’architettura, con il canto.

    Salvador Dali? scusate ma per me una schifezza unica!

  16. 19 Arturo C. December 4, 2009 at 00:30

    eheheheheheheh! Cinzia sei forte e ………. la penso come te!😀

  17. 20 Maria December 4, 2009 at 19:48

    Mi trovi d’accordo.
    Una volta l’arte sacra era diretta, perchè doveva svelare i misteri della Fede anche ai più semplici e senza studi.
    Le produzioni artistiche intese e concepite in quel modo, sorprendono, attirano, fanno rimanere ancora oggi estasiati nel contemplarle.

    Molta arte moderna, finirà nel dimenticatoio, semplicemente perchè non comunica nulla, è un monologo interiore dell’artista.


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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





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Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
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"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.