Dall’Autorità alla Verità

L’autorità implica il concetto di un sapere riconosciuto socialmente, in virtù del quale si attribuisce un corrispondente potere riconosciuto socialmente.

La patria potestà è concessa al padre in quanto gli si riconosce la capacità di far crescere il figlio in maniera retta e insegnarli la retta via.  L’autorità dunque non è la potestà e meno che mai l’imperium: l’autorità non è l’esercizio del potere, né la forza materiale. Per noi umani, purtroppo, spesso essa ha preteso di fondarsi sull’avere e sul potere.

Gerrit Van Honthorst - the prodigal sonIl Vangelo contesta in radice questa idea profana della paternità e della sua autorità.  Nella parabola del figliol prodigo i due figli ragionano entrambi nello stesso modo.

Un uomo aveva due figli. Il più giovane che dice al padre: ‘Padre, dammi  la parte del patrimonio che mi spetta’, considera il padre già un cadavere. Egli comunica al padre, ancora vivo, che egli è un ostacolo a godersi la vita. Quanto al maggiore anch’egli alla fine rimprovera il padre per avergli sottratto la sua parte di patrimonio: ‘Tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici’.

Nessuno dei due ha capito il padre. Essi non amano il padre, amano il patrimonio del padre. Ma non capire il padre è una tragedia.

Emile Salome - desperation of prodigal sonIl figlio minore diviene preda di tutto ciò che è materia e dissolve – non a caso – tutti i suoi beni con le prostitute. E’ inevitabile. Il rifiuto della paternità pone l’uomo nell’unica altra forma di relazione con la donna  – egli è arso dal femminile, al cui fascino egli si sottomette credendo invece di dominarlo. Lentamente egli  regredisce e decade persino al di sotto della sua condizione umana, vive una vita ‘da bestia’.

Ma il ritorno a casa del figliol prodigo non è una conversione!

Nasce dal bisogno e non dall’amore. Il figliol prodigo non dice: ‘Quanto mi amava mio padre!’ Egli rimpiange l’avere del padre, il suo patrimonio e la vita agiata. ‘Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!’ Non gli interessa di tornare dal padre, gli interessa di mangiare. Per questo è perfino disposto a farsi servo. ‘Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni’.

Schiavo della propria ansia di libertà, schiavo del desiderio di avere, schiavo del desiderio di godere, fattosi servo per sopravvivere, pensa che il suo destino presso il padre non possa che essere quello che egli ha riservato a se stesso, che egli non possa che essere servo, casomai il padre l’accolga.

Murillo - return of the prodigal sonLa grandezza del padre è di non ripagarlo con la stessa moneta, è di restare padre: se il figlio si è fatto servo egli non diventa padrone. Resta padre.

Ma anche nel rimprovero che il figlio maggiore fa al padre c’è la stoltezza di chi non si è lasciato accre-scere dai quei beni, pure se erano suoi, di non avere capito che l’amore del padre lo faceva padrone delle cose di lui.

Contrariamente ai figli, nel padre l’avere non corrisponde al suo essere. Il padre non è solo ciò che ha.

La parabola del figliol prodigo presenta anche un finale amaro: è anche la parabola del padre che appare sconfitto nella sua capacità di far comprendere il suo amore e dei figli che, non avendo compreso la profondità dell’amore del padre, non si amano, e non riescono perciò ad essere fratelli.

Il cuore di un padre è generoso, ma fermo.  Il ritorno del figlio non è una vittoria sua. Non è stato lui, ma la Verità della vita ad aver sconfitto la sventatezza del figlio e la falsità delle sue voglie. La vittoria del padre non è mai contro i figli. E’ contro la menzogna. Egli deve essere disposto ad apparire come uno sconfitto, giacchè la sua autorità, come ogni autorità, è legata essenzialmente alla Verità. E’ la Verità che egli è chiamato a proclamare, perché solo nella Verità è nascosto il vero Amore.

Dio stesso, che è la Verità, si lascia apparentemente sconfiggere dal Mondo, lasciando che il Figlio unigenito venga crocifisso dagli uomini.

Il padre misericordioso è colui che lascia libero il figlio, ma è sempre disposto a perdonarlo, se il figlio torna a casa, cioè alla Verità, anche se per pura necessità. La verità non è mai schizzinosa, comunque si torni a Lei: la Verità è sempre misericordiosa.

12 Responses to “Dall’Autorità alla Verità”


  1. 1 Domiziano October 18, 2009 at 22:05

    Un bel punto di vista!

    Nessuno mai, nella storia dell’uomo, ha dato valore alla figura dei papà come la Tradizione Cattolica.

    La norma, l’autorità, l’ordine, la distinzione tra bene e male, la guida verso l’autonomia, la sicurezza della famiglia, la tenerezza, il custode della Fede, il primo esempio per i suoi figli, questo è sempre stato e doveva essere un papà. Se poi qualcuno ha abusato del suo potere, questa è la solita storia dell’uomo ottuso e peccatore (se non malato).

    Oggi purtroppo i “nuovi padri” che si sono affacciati alla modernità sono dei “mammi” d’ambigua identità, ci sarà forse una loro maggior presenza nella cura e nell’educazione dei figli ma annunciano chiaramente la loro irrimediabile crisi. Questa è l’era dell’eclissi del padre e di tutti i valori che il suo ruolo rappresentava. Oggi i padri sono alla ricerca di un ruolo tutto da costruire, in una società senza Dio … e la “patria potestà” è ridicolizzata e presa in giro da tutti.

    Prego sempre San Giuseppe di aiutarmi ad essere un esempio per mio figlio.

  2. 2 Evelina October 18, 2009 at 22:30

    Che splendida parabola questa, Gabriella. Grazie per averla riproposta.
    Ogni volta che la leggo noto un significato diverso. Tu metti in evidenza la figura del padre – bellissima! Che esempio!
    E mi ha fatto pensare quello che ha scritto Domiziano.
    A me viene da pensare che in una società così avara nell’accogliere i deboli, così poco pronta a perdonare, queste parole sono davvero vangelo, una buona notizia. Tutti noi abbiamo estremo bisogno di un padre così come ce lo presenta il vangelo, tutti abbiamo bisogno di una casa come questa, dove non solo siamo accolti, ma abbracciati con gioia.

    La mia sorellina ci vede Dio che ci aspetta a braccia aperte.

  3. 3 Stelvio October 18, 2009 at 22:52

    Avete notato che il padre della parabola non corre dietro al figlio per fermarlo, né lo va a cercare!

    Il padre è colui che espone il figlio all’esperienza del dolore, ed il suo segno è la ferita.
    Egli impone al figlio un sacrificio, lo sottopone alla prova. La natura della prova consiste nel chiedergli di affrontare la fatica delle rinunce necessarie per crescere bene, riuscire, avere buoni rapporti con gli altri ed essere davvero contento di sé. Egli lo pone o lo lascia consapevolmente in situazioni psicologicamente difficili, che contengono una fatica da accettare, uno sforzo da compiere che lo aiutano a comprendere e ad accettare la “legge della vita”, esperienza che farà di lui una persona diversa e migliore. Tale “legge” è ben nota alla saggezza di sempre, e rappresenta l’elemento costitutivo del buon senso.

    La ferita inferta dal padre riguarda esattamente questo: costringe il figlio a smettere di pensare la vita in termini infantili, quasi fosse un paradiso terrestre dove tutto è facile, senza fatica, dove nulla è richiesto per poter vivere e per avere un buon rapporto con gli altri.

    Il codice materno tende a proteggere il figlio dal dolore e dalle fatiche della vita, il codice paterno tende a incoraggiarlo ad accettarle e superarle, a non nascondersi, a non evitarle, a non averne paura. A non scappare sempre dalla prova, ma ad accettarla. A “lasciarsi provare” acconsentendo di
    fare ciò che le circostanze richiedono come giusto, opportuno, necessario.

    Questo è un vero padre.
    Oggi dove sono?

  4. 4 Laura October 18, 2009 at 23:15

    Scusate l’OT, ma sapevate la notizia dei martiri +fissi in Sudan?
    E’ sconvolgente.
    E la cosa + mostruosa è il fatto ke dai giornali lo sappiamo solo adesso! E’ successo 2 mesi fa! Vergogna!

    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=525&ID_sezione=396&sezione=

    Requiem aeternam dona eis, Domine, et lux aeterna luceat eis, Domine. Cum Sanctis tuis in aeternum, quia pius es.

  5. 5 Orsobruno October 19, 2009 at 06:53

    Ehi, Gabriella, te l’ha mai detto nessuno che sei veramente una brava teologa?
    Questa parabola, come una miniera d’oro quasi inesplorata, va fatta fruttare abbondantemente.
    Pensa a quante persone di una certa età, non dico ancora in punto di morte, ma solo di fronte a una difficoltà, a una malattia, dicono: “Non posso pregare Dio. Lui mi direbbe: “Eh, comodo pregarmi adesso. Dovevi farlo a vent’anni, quand’eri sano/a e tutto andava a gonfie vele”.
    Noooo, il nostro Dio non è così, non ragiona come un burocrate dell’INPS, è Dives in Misericordia! E quella parabola è la migliore sintesi.
    Ciao!!

  6. 6 Andrea October 19, 2009 at 12:13

    Laura,è vero quello che dici. Non dimentichiamoci che: “se hanno perseguitato me,perseguiteranno anche voi”. Quando accadono queste cose,che siano cattolici,protestanti,pentecostali o ortodossi,non vedo distinzioni,ma vedo solo la sofferenza,la verità dl vangelo e la croce di Cristo.

    Gabriella,ottimo post. Complimenti.

  7. 7 Mara October 19, 2009 at 14:41

    E’ bellissimo il film The Mission, l’ho visto due volte. Com’erano grandi i Gesuiti una volta!
    Poi … hanno lasciato entrare il ‘modernismo’ e … guardali oggi!

    Un altro bel film è Apocalypto.
    Se non l’avete visto, ve lo consiglio.

    Un saluto a tutti.

    ps: mi piace molto quello che dice Orsobruno🙂

  8. 9 Andrea October 19, 2009 at 20:27

    Io non sono nè per l’uno nè per l’altro,ma questo boicottare è una stoltezza.
    Personalmente riconosco la grandezza,la bellezza e soprattutto l’importanza della liturgia tradizionale,che,assieme alla liturgia della Chiesa Ortodossa è una della cose più belle che siano mai state date all’umanità. Ieri,ad esempio,in chiesa c’erano ragazzi che,durante i momenti più importanti della liturgia andavano a salutarsi con tanto di bacetto come se fossero nella pubblica piazza. E visto che c’èra un battesimo,come se non bastasse,ci mancava anche l’appaluso ordito dai presenti che vanno a messa solo a natale,a pasqua,ai matrimoni e ai battesimi. Gente veccha e adulta che guardava il “di dietro delle ragazzine” con la famosa vita bassa e che,dopo aver riso durante tutta la celebrazione opponendosi anche all’alzarsi in piedi nei momenti in cui bisgnava farlo,partecipava come se niente fosse alla eucaristia. Anche il coro ci ha messo la sua squallida iniziativa. Subito dopo la messa la solita canzoncina “evviva maria e chi la creò… ecc… ecc..”. E tutte queste cose mentre il sacerdote guardava in una maniera veramente sconsolata ed impietrita e scoraggiata…e lo capirei. Mamma che schifo!Questo si che è avvilimento. Vorrei ricordare che la chiesa è la principale e storica cittadina intitolata alla Ss.Trinità.

    by cronache calabresi

    Approfitto per chiedere una informazione semplice e a scopo semplicemente e assolutamente solo informativo e per semplice curiosità,e cioè,vorrei sapere se esistono in Italia seminari tradizionali e dove sono ubicati. Se qualcuno lo sapesse mi risponda. Se non lo sapesse,grazie lo stesso.

    Shalòm

  9. 10 Gabriella October 19, 2009 at 21:21

    Caro Andrea, in Italia ci sono:

    – La Fraternità Sacerdotale San Pietro a Roma, ecco i contatti di Padre Kramer: http://roma.fssp.it/contatti.html Se non hanno ancora messo su un seminario, sono sicura che ti potranno fornire maggiori informazioni.

    – L’Istituto Cristo Re che ha un seminario a Gricigliano, nei pressi di Firenze, ho trovato questa notizia ma non ho trovato il sito: http://cordialiter.blogspot.com/2008/10/notizie-dallistituto-cristo-re-sommo.html
    http://www.icrss.org/ Sicuramente Padre Kramer ti potrà fornire i contatti.

    – L’Istituto Buon Pastore, ma questi non so se hanno un seminario in Italia (forse solo in Svizzera)

    Pace a te. 🙂

  10. 12 OsteriaVolante October 20, 2009 at 13:00

    Le ultime frai del post rachiudono tutto il nocciolo della nostra fede eppure quanto sono difficili da vivere… Sembra facile accettare la misericordia ma non è affatto così, perché presuppone il difficile atto di cogliersi fragili e bisognosi di cura
    Grazie per la riflessione

    L’oste


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INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.