Archive for October, 2009

Exultate iusti in Domino

Exsultate iusti in Domino: rectos decet collaudatio … Esultate o giusti nel Signore: ai retti si addice lodarLo – Così recita l’introito della Santa Messa, secondo il rito in Forma Straordinaria, nella festa di Tutti i Santi.

Tissot - The BeatitudesDomani la Chiesa festeggia la sua dignità di “madre dei santi, immagine della città superna” (A. Manzoni), e manifesta la sua bellezza di sposa immacolata di Cristo, sorgente e modello di ogni santità. Non le mancano certo figli riottosi e addirittura ribelli, ma è nei santi che essa riconosce i suoi tratti caratteristici, e proprio in loro assapora la sua gioia più profonda. L’autore del libro dell’Apocalisse li descrive come “una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua” (Ap 7,9). Questo popolo comprende i santi dell’Antico Testamento, a partire dal giusto Abele e dal fedele Patriarca Abramo, quelli del Nuovo Testamento, i numerosi martiri dell’inizio del cristianesimo e i beati e i santi dei secoli successivi, sino ai testimoni di Cristo di questa nostra epoca. Li accomuna tutti la volontà di incarnare nella loro esistenza il Vangelo, sotto l’impulso dell’eterno animatore del Popolo di Dio che è lo Spirito Santo.

Ma “a che serve la nostra lode ai santi, a che il nostro tributo di gloria, a che questa stessa nostra solennità?”. Con questa domanda comincia una famosa omelia di san Bernardo per il giorno di Tutti i Santi. E’ domanda che ci si potrebbe porre anche oggi. E attuale è anche la risposta che il Santo ci offre: “I nostri santi – egli dice – non hanno bisogno dei nostri onori e nulla viene a loro dal nostro culto. Per parte mia, devo confessare che, quando penso ai santi, mi sento ardere da grandi desideri” . Ecco dunque il significato di questa solennità: guardando al luminoso esempio dei santi risvegliare in noi il grande desiderio della santità. Siamo tutti chiamati alla santità. Questa verità, ribadita da sempre dalla Chiesa,  è oggi riproposta in modo solenne alla nostra attenzione.

Bouguereau - Compassion_(1897)Festeggiamo quindi tutti i santi domani … e il 2 novembre ricordiamo i nostri defunti. Questo giorno è anche un’occasione per pensare religiosamente, cioè con fede e speranza, alla propria morte e spezzare la congiura del silenzio riguardo a essa.
Il Cristo ha donato al mondo la vittoria sulla morte: “La morte è stata ingoiata per la vittoria. Dov’è, o morte, la tua vittoria? Dov’è, o morte, il tuo pungiglione?” (1Cor 15,55). Gesù è venuto a liberare gli uomini dalla paura della morte (Eb 12,14), non ad accrescerla!
Grazie a Cristo, la morte non è più un muro davanti al quale tutto si infrange; è un passaggio, cioè una Pasqua. È una specie di “ponte dei sospiri”, attraverso il quale si entra nella vita vera, quella che non conosce la morte. Quindi questo giorno sia per noi la festa dei vivi. La festa di coloro che potranno raccogliere l’eredità e la promessa del Salvatore.

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How shining and splendid are your gifts, O Lord
which you give us for our eternal well-being.
Your glory shines radiantly in your saints, O God
In the honour and noble victory of the martyrs.
The white-robed company follow you,
bright with their abundant faith;
They scorned the wicked words of those with this world’s power.
For you they sustained fierce beatings, chains, and torments,
they were drained by cruel punishments.
They bore their holy witness to you
who were grounded deep within their hearts;
they were sustained by patience and constancy.
Endowed with your everlasting grace,
may we rejoice forever
with the martyrs in our bright fatherland.
O Christ, in your goodness,
grant to us the gracious heavenly realms of eternal life.

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A holy Sunday and All Saints Day tomorrow to you all and on the 2nd November we’ll remember and pray for, together, all those who have gone before us who are in purgatory.

* On All Souls’ Day a plenary indulgence, applicable only to the souls in purgatory, is granted to those who visit any parish church or public oratory and there recite one Our Father and one Credo.

* Also, on all the days from November 1st through November 8th inclusive, a plenary indulgence, applicable only to the souls in purgatory, is granted to those who visit a cemetery and pray even if only mentally for the departed.

Scarcely two heads who agree together

Theology by BalooEvery now and then I browse through a large religious book shop which carries both Catholic and Protestant titles together with a number of oriental contributions. In a recent visit to the shop I made a point of noticing content from the particular vantage point of disagre-ement among authors. Conflict abounds. Secularist tendencies oppose funda-mentalist, and vice versa. Liberation theologians reject the work of non liberationists, and again vice versa. Feminists are at odds with non feminists. Christology from above differs from Christology from below as does a ‘creation-centred spirituality’ from Trinitarian centred. Theology messScripture studies are beset with the mutually contra-dictory positions of extreme critics on the left to evangelical critics in the middle and fundamentalist writers on the right. Papalist forces contend with anti-papalist. There are hundreds of shades of Protestant thought, many of them incompatible with one another as well as with Catholic theology.  In the area of concrete gospel living there is activism as opposed to mysticism and individualistic tendencies at odds with communitarian.

For anyone interested in objective truth and solid certitude the experience is depressing in the extreme.

Theology by C & H

We can find the same phenomena if we examine the thousands of papers read each year in philosophical and religious meetings. We cannot disagree with Pope Benedict when he remarks that philosophy has been ‘utterly torn in shreds’ to the point that its ‘practitioners understand one another less and less, there being found among them scarcely two heads who agree together’.

Theologians are hardly in a better situation. We must ask how disciplines so torn apart in their very membership can expect to command respect in other academic communities and among the simple faithful.

Mutual rejection among so many scripture scholars and theologians is one matter. Rejection of an authoritative Magisterium is quite another – even though the latter clearly promotes the former. Serious and moderate scholars have begun to note that much of current doctrinal rejection is not mere academic investigation. It implies a loss of faith, in most cases. These are hard words, no doubt, but they merit attention.

Theology by PinnockChristopher Derrick is plain: “There has been a widespread loss of faith among the Catholic scholars; many of those concerned are unwilling to face the fact of their loss and therefore desire most urgently (and at any cost in intellectual absurdity) that Roman Catholicism should somehow trans-mogrify itself into something in which they still do believe – into a vague pan-Anglican Christianity, perhaps, or some kind of social welfare humanism, garnished with a topping of Catholic terminology”.

According to St. Thomas the person who embraces heresy regarding one article of faith has, regarding all the other articles, not faith but only ‘an opinion according to his own will’.

Theology by Hagar

This phenomenon is nothing new in the history of the Church. Newman’s struggles with nineteenth-century ecclesiastical liberalism present many points of contact with our struggles of today. The main difference is that the ecclesiastical left today is far more extreme than it was in his day, whereas the right today is less extreme.

We are all familiar with the confusions and doubts extensively spread among the faithful by dissenting theologians and their disciples today.  These doubts entail enormous pastoral problems.  Only when we realize how the New Testament requires unhesitating certitude about Jesus and His message as proposed by the Church will we be able to appreciate the extent of the damage dissent has done among our people. When confusion and doubt are viewed through naturalistic eyes, they may appear to be of minimal concern, but when they are seen through the eyes of the Lord and his Apostles, they assume gigantic proportions.

Cristiani nella discarica

Benvenuti all’inferno, nel girone dei cristiani”.

Cercando cibo in una discaricaCon queste parole accoglie i suoi pochi visitatori Sister Emmanuelle, l’angelo or-mai anziano che ha svolto un lungo apostolato a sostegno delle masse di diseredati del quartiere degli zibellin, i raccoglitori di rifiuti del Cairo. La strada è fangosa, e man mano che si procede la fanghiglia aumenta sempre più, si diparte dall’arteria principale per addentrarsi in un quartiere fetido dove Rubbish dump recyclingabitano alcune decine di migliaia di Cairoti di religione cris-tiano-Copta indaffarati a raccogliere il pattume di 16 milioni di abitanti e a vedere cosa si può riutilizzare.

Più in là bambini e animali da cortile razzolano nella montagna sempre più consistente dei sacchi di spazzatura, che deborda sulla strada fangosa al di fuori dei magazzini; sono spesso piccoli abbandonati dai genitori, a volte orfani, Fonte di vita da una discaricaper lo più malati, che le sisters di Madre Teresa di Calcutta raccolgono e assistono nel loro centro religioso nel cuore del quartiere. Gli zibellin, umili spazzini del Cairo, si accendono e quasi si infiammano in occasione della ricorrenza del Natale Copto.

Quel giorno è tutto un brulicare di formichine umane in festa; luci, stelle filanti: tutto il quartiere partecipa al gran giorno dimenticando almeno una volta all’anno i gravi problemi che lo affliggono. Alla sommità della arteria principale, una strada impastata di pattume, i fetidi miasmi lasciano spazio a un più gradevole profumo di incenso: è il primo sentore della grande chiesa ricavata in una roccia, che domina il quartiere.

I got here first!In questo luogo di pace accogliamo e diamo as-sistenza spirituale e mate-riale a chi ne faccia domanda”, spiega Abuna Marcos, giovane prete Cattolico tra gli zibellin da qualche anno.

Il governo”, continua con amarezza, “non fa nulla per questi poveracci, anche perché appartengono a una religione diversa e per loro inferiore a quella islamica. Anche nelle scuole, dove l’insegnamento del Corano è impartito regolarmente, si ha crescente difficoltà a leggere o solo a presentare il Vangelo”.

Dal Diario di Sister Pauline delle Sisters of Mercy, Egitto

Censored!

There is a widespread attitude today which maintains that art, in all its forms, occupies a privileged position with respect to conventional morality – that it is separate from and superior to that morality, and not subject to its standards. This attitude is completely erroneous.

Censored music CDThe philosopher Jacques Maritain provides us with a plain and pointed response to this shallow and impoverished way of looking at things simply by calling attention to the common sense truth that the artist is a man before he is an artist. His point is that the artist is first and foremost a rational agent, a human being, and as such he is subject to exactly the same moral obligations as is the rest of humanity. His status as an artist gives him no special moral privileges, and least of all does it place him entirely outside the realm of conventional morality.

There are two immediate implications of this, the first having to do with the artist’s personal life, the second having to do with his professional life as an artist. The artist does not have leave to become a liar, a depraved person, or a thief, no more than does any other man. And as far as his professional life is concerned, the artist has to meet the same basic obligation as does every other human fabricator – that is, he must make sure that the products of his hands reflect the truths of the moral order. Just as no artist has a license to act immorally in his personal life, so too he has no license to produce immoral works of art.

Beautiful films - Lord of the ringsThe responsibility of the artist in this regard is especially grave, for in many cases he is someone who has been gifted by God with unusual talents, and because of this fact he is able to have a particularly powerful in-fluence on other people. And the greater the talents, the greater the influence, for good or ill. And anyone who thinks he is immune to the deleterious effects of immoral art is only kidding himself or herself.

Beautiful films - The Sound of MusicAn artist, if he uses his talents as they were intended to be used, can be a formidable force for good in any society, and indeed, if he is a truly outstanding artist, his influence can extend across many societies and down many centuries. One thinks of the positive impact of poets such as Dante and Shakespeare, of musicians such as Haydn and Mozart. On the negative side, if an artist abuses his God-given talents, he can be the cause of deep and enduring evil. What if an artist should choose not to live up to his moral responsibilities as an artist? What if he adopts the attitude described above and claims that art is not bound by the rules of moral law? He decides to use his art as a means of actively undermining the principles of conventional morality. Should the society in which such an artist lives and practices his art consider itself helpless in the face of irresponsibility of this kind, an irresponsibility that often parades itself as ‘artistic integrity’?

Censored book coverNot at all! Every society has not only the right, but the solemn duty, to protect itself against influences which, if left unchecked, could conceivably lead to the very dissolution of that society. And few things can prove to be more harmful to the health and well-being of any society than blatantly immoral art.

‘But, my goodness’, you might ask me, ‘you certainly are not talking about censorship, are you’?

I certainly am. We have been so bamboozled by carelessly liberal ways of thinking that we have to come to believe that censorship is the most heinous thing on the face of the earth. This is nonsense. As has been recognized by all sound thinkers since at least the time of Plato, censorship is a perfectly legitimate, and necessary, way by which any society seeks to protect and preserve the moral well-being of its citizens.

No smoking!We are able, with much zeal, to unconditionally outlaw smoking in public places (which is a very strong form of the censorship of behavior), and yet see fit to allow, in the name of ‘freedom of speech’, the rampant proliferation of the most pernicious and soul-polluting kind of pornography.

Talk about not having one’s priorities straight!

Un male intrinsecamente disordinato

1 Embracing peoniesNella Dichiarazione della Dottrina della Fede su alcune questioni di estetica sessuale del 29 dicembre 1975, si afferma che occorre accogliere con compren-sione le persone omoses-suali e di parlare con prudenza della loro soggettiva colpevolezza morale, però nello stesso tempo si dichiara che “secondo l’ordine morale oggettivo le relazioni omosessuali sono atti privi della loro regola essenziale e indispensabile”, sono “intrinsecamente disordinati e, in nessun caso, possono ricevere una qualche approvazione” (n. 8).

La dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede ai Vescovi della Chiesa Cattolica su Cura pastorale delle persone omosessuali del 1 Ottobre 1986 si ricollega al documento del 1975 affermando che qualcuno lo aveva interpretato in modo troppo benevolo quanto alla condizione omosessuale fino a definirla indifferente o addirittura buona. Questo secondo documento afferma:

  • 2 Embracing treesL’inclinazione omosessuale è un male (intrinsecamente disordinato), ma in sé non è peccato, mentre gli atti omosessuali sono peccato mortale: “la particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l’inclinazione stessa deve essere condannata come oggettivamente disordinata. Pertanto coloro che si trovano in questa condizione dovrebbero essere oggetto di una particolare sollecitudine pastorale perché non siano portati a credere che l’attuazione di tale tendenza nelle relazioni omosessuali sia un’opzione moralmente accettabile” (n. 3).

Si motiva tale condanna degli atti omosessuali partendo dalle sacre scritture e dalla tradizione unanime della Chiesa.
Tali atti violano la legge naturale morale, perché non hanno possibilità di procreare, né conducono ad una unione complementare. L’attività omosessuale inoltre “impedisce la propria realizzazione e felicità perché è contraria alla sapienza creatrice di Dio” (n. 7).

3 Entwined flowersLe persone omosessuali sono quindi tenute a vivere la castità nel senso che non devono avere rapporti omosessuali: “è solo nella relazione coniugale che l’uso della facoltà sessuale può essere moralmente retto. Pertanto una persona che si comporta in modo omosessuale agisce immo-ralmente” (n. 7).

  • Tutto questo però non deve togliere la dignità verso queste persone e viene condannata ogni discriminazione nei loro riguardi (cfr. n. 10).
  • Le associazioni di omosessuali sono possibili solo se prima si è chiarito bene che l’attività omosessuale è immorale (cfr. n. 15).

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ripete la dottrina espressa nei due documenti esaminati (cfr. nn. 2357, 2358, 2359).

4 Entwined treesRibadisce che gli atti omosessuali sono mancanze gravi contro la virtù della castità: “tra i peccati gravemente contrari alla castità, vanno citate la masturbazione, la fornicazione, la pornografia e le pratiche omosessuali” (n. 2396).
L’omosessualità è contraria al piano di Dio in quanto non è capace di generazione.
Anche se l’omosessualità è un fatto costitutivo della persona è sempre una disfunzione un sintomo della creazione decaduta, conseguenza del peccato originale.
“Poiché l’essere umano deve realizzare l’ordine della creazione così come Dio l’ha voluta, cioè senza cedere alla possibilità del male, il comportamento omosessuale è sempre oggettivamente disordinato”

Nella recente Dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede su considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali, 3 Giugno 2003, si afferma:

  • l’atteggiamento delle autorità civili verso le unioni omosessuali è assai articolato: “… a volte si limitano alla tolleranza di questo fenomeno; a volte promuovono il riconoscimento legale di tali unioni, con il pretesto di evitare rispetto ad alcuni diritti, le discriminazioni di chi convive con una persona dello stesso sesso; in alcuni casi favoriscono persino l’equivalenza legale delle unioni omosessuali al matrimonio propriamente detto, senza escludere il riconoscimento della capacità giuridica di procedere alla adozione di figli” (l’Osservatore Romano, Edizione settimanale, venerdì 8 agosto 2003).
  • Occorre opporsi, anche con l’obiezione di coscienza, al riconoscimento legale delle unioni omosessuali: “ci si deve astenere da qualsiasi tipo di cooperazione formale alla promulgazione o alla applicazione di leggi così gravemente ingiuste nonché, per quanto è possibile, dalla cooperazione materiale sul piano applicativo. In questa materia ognuno può rivendicare il diritto all’obiezione di coscienza”.

Quindi, per la dottrina tradizionale della chiesa: l’omosessualità è intrinsecamente un male, un sovvertimento dell’ordine della creazione ma bisogna distinguere tra (1) orientamento omosessuale (disposizione costituzionale) e (2) comportamento omosessuale:

il primo non viene scelto liberamente dalla persona, sfugge alla libertà dell’individuo e quindi non può essere peccaminoso.

Il secondo è uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio.

(Lv 20,13) (Gen. 18,16) (Rm 1, 26/32) (1 Cor. 6,9/10) (1 Tm. 1,9) (Sant’Agostino, Confessioni, c.III, p.8) (San Pier Damiani) ecc.

I’m not a bad person

Agnostism and immanentism represent the negative and positive sides of Modernist thought, the former arguing human reason can only consider scientific phenomenon, the latter arguing that religion comes entirely from within the human psiche.

Giordano - Psyche served by invisible spirits

The principle of immanence or modernism destroys the foundation of morality.

For the immanentist it is impossible both to conform ourselves to either the Natural Law, or the Divine Positive Law known through Revelation. The result is a morality independent of God. In fact, morality becomes what the individual chooses it to be, which is just another way of saying in the area of morality, do-it-yourself or cafeteria Catholicism is acceptable. Eventually this leads the immanentist to assert that objective value, i.e.: what is objectively good or evil, is unknowable.

This is why an immanentist who has an ‘experience’ of God is said to be a ‘religious’ person, even if they do not adhere to the moral code of Catholicism. Religion is allowed without any duties and religion and discussions of religion are allowed in the public forum as long as there are no denials in relation to specific forms of behavior. It is forbidden to tell someone that a specific form of behavior is immoral. Since one’s experience of God reveals to the person God Himself, then that becomes the Will of God –  to take it a step further, since one gets a certain pleasure out of doing one’s own will, whatever one does or wants becomes the Will of God. In other words, God’s Will is ‘my’ will. This means that all morality becomes a matter of what one chooses it to be.

As we know, since the dawn of time, people have a general understanding that God forbids some things and allows others, thus limiting an individual’s freedom to do what he will. Immanentists, on the other hand, would deny God in order to guarantee man’s freedom. This is based upon the principle that God’s law might forbid the person to do something he is inclined to do, and so he must deny God in order to continue in his freedom. This is the thinking and the psychology behind the practical atheism often resulting from the principle of immanence. Immanentism destroys common sense. Common sense is always in contact with reality. The principle of immanence, however, cuts one off from reality, and therefore the immanentist cannot rely on common sense. The immanentist simply follows his appetites or emotions – he descends into the emotional and what feels good.

Take up your cross ...Immanentism, therefore, drastically impacts the traditional disciplines of the Church because of the paramount importance of emotions, and the fact that emotions find discipline, mortification and self-denial disagreeable. For those who adhere to objective reality and who look to the Deposit of Faith in which God reveals to men the effects of original and actual sin, we come to realize man’s dire need of mortification, fasting and self-denial. But once again, these have no sway with those adhering to the principle of immanence, and the result is a certain effeminacy or weakness, since immanentists will not want to do anything disagreeable or arduous. 'feel good' religionAs a result, the traditional discipline of fasting and of penance is rejected because it is viewed as too difficult, too harsh or not understanding of modern man! Of course, we all recognize that modern man is unruly and out of control and, if any generation needs more discipline, it is this one.

The principle of imma-nence conjoined with self-love deceives people into thinking their spiritual life is better than it is. This is one of the reasons why today people think they are more spiritually advanced than people in the past. Those who labour under the mentality of immanentism often delude themselves into thinking that God does not demand great things of them or great sanctity and so they neglect their spiritual life. On the other hand, they often think they will have a very high place in heaven without doing anything to merit it. They judge themselves to have very few defects, hence the popular phrase: ‘I don’t do anything wrong, I just lead a normal, boring, life. I’m not a bad person!’

But didn’t Jesus say: ‘Take up your cross and follow me’?  and ‘If you truly want to be my disciple and follow me, you must deny yourself’?

Dall’Autorità alla Verità

L’autorità implica il concetto di un sapere riconosciuto socialmente, in virtù del quale si attribuisce un corrispondente potere riconosciuto socialmente.

La patria potestà è concessa al padre in quanto gli si riconosce la capacità di far crescere il figlio in maniera retta e insegnarli la retta via.  L’autorità dunque non è la potestà e meno che mai l’imperium: l’autorità non è l’esercizio del potere, né la forza materiale. Per noi umani, purtroppo, spesso essa ha preteso di fondarsi sull’avere e sul potere.

Gerrit Van Honthorst - the prodigal sonIl Vangelo contesta in radice questa idea profana della paternità e della sua autorità.  Nella parabola del figliol prodigo i due figli ragionano entrambi nello stesso modo.

Un uomo aveva due figli. Il più giovane che dice al padre: ‘Padre, dammi  la parte del patrimonio che mi spetta’, considera il padre già un cadavere. Egli comunica al padre, ancora vivo, che egli è un ostacolo a godersi la vita. Quanto al maggiore anch’egli alla fine rimprovera il padre per avergli sottratto la sua parte di patrimonio: ‘Tu non mi hai dato mai un capretto per far festa con i miei amici’.

Nessuno dei due ha capito il padre. Essi non amano il padre, amano il patrimonio del padre. Ma non capire il padre è una tragedia.

Emile Salome - desperation of prodigal sonIl figlio minore diviene preda di tutto ciò che è materia e dissolve – non a caso – tutti i suoi beni con le prostitute. E’ inevitabile. Il rifiuto della paternità pone l’uomo nell’unica altra forma di relazione con la donna  – egli è arso dal femminile, al cui fascino egli si sottomette credendo invece di dominarlo. Lentamente egli  regredisce e decade persino al di sotto della sua condizione umana, vive una vita ‘da bestia’.

Ma il ritorno a casa del figliol prodigo non è una conversione!

Nasce dal bisogno e non dall’amore. Il figliol prodigo non dice: ‘Quanto mi amava mio padre!’ Egli rimpiange l’avere del padre, il suo patrimonio e la vita agiata. ‘Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame!’ Non gli interessa di tornare dal padre, gli interessa di mangiare. Per questo è perfino disposto a farsi servo. ‘Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni’.

Schiavo della propria ansia di libertà, schiavo del desiderio di avere, schiavo del desiderio di godere, fattosi servo per sopravvivere, pensa che il suo destino presso il padre non possa che essere quello che egli ha riservato a se stesso, che egli non possa che essere servo, casomai il padre l’accolga.

Murillo - return of the prodigal sonLa grandezza del padre è di non ripagarlo con la stessa moneta, è di restare padre: se il figlio si è fatto servo egli non diventa padrone. Resta padre.

Ma anche nel rimprovero che il figlio maggiore fa al padre c’è la stoltezza di chi non si è lasciato accre-scere dai quei beni, pure se erano suoi, di non avere capito che l’amore del padre lo faceva padrone delle cose di lui.

Contrariamente ai figli, nel padre l’avere non corrisponde al suo essere. Il padre non è solo ciò che ha.

La parabola del figliol prodigo presenta anche un finale amaro: è anche la parabola del padre che appare sconfitto nella sua capacità di far comprendere il suo amore e dei figli che, non avendo compreso la profondità dell’amore del padre, non si amano, e non riescono perciò ad essere fratelli.

Il cuore di un padre è generoso, ma fermo.  Il ritorno del figlio non è una vittoria sua. Non è stato lui, ma la Verità della vita ad aver sconfitto la sventatezza del figlio e la falsità delle sue voglie. La vittoria del padre non è mai contro i figli. E’ contro la menzogna. Egli deve essere disposto ad apparire come uno sconfitto, giacchè la sua autorità, come ogni autorità, è legata essenzialmente alla Verità. E’ la Verità che egli è chiamato a proclamare, perché solo nella Verità è nascosto il vero Amore.

Dio stesso, che è la Verità, si lascia apparentemente sconfiggere dal Mondo, lasciando che il Figlio unigenito venga crocifisso dagli uomini.

Il padre misericordioso è colui che lascia libero il figlio, ma è sempre disposto a perdonarlo, se il figlio torna a casa, cioè alla Verità, anche se per pura necessità. La verità non è mai schizzinosa, comunque si torni a Lei: la Verità è sempre misericordiosa.


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My Patron Saint

Archangel Gabriel

God's Messenger



Another beautiful day! Praise the Lord.

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THE LATIN MASS


The most beautiful thing this side of heaven!




FALANGI, TRUPPE, DIVISIONI CORAZZATE. ECCO CHE AVANZA IL NUOVO CATTOLICO: INNAMORATO DI GESU', INTRANSIGENTE, MOVIMENTISTA, IL CROCIATO DEI VALORI, IL SOLDATO DI CRISTO, UN CUORE TRADIZIONALISTA, AMANTE DELLA MESSA DI TUTTI I TEMPI ...



e-campagna: Io sto con il Papa

IL CANTO DEL PARADISO


Dopo due millenni di studi, di ricerche e di esplorazioni scientifiche, la genesi del canto gregoriano resta un mistero irrisolto


RELIGIOUS LIBERTY MIGHT BE SUPPOSED TO MEAN THAT EVERYBODY IS FREE TO DISCUSS RELIGION. IN PRACTICE IT MEANS THAT HARDLY ANYBODY IS ALLOWED TO MENTION IT.



PRAY THE ROSARY


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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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Don't consider abortion ...


... give a child the chance to tell you how much life is appreciated



WARNING!!! This blog is heretic repellent ...


MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.