Archive for September, 2009

Babilonia

Visione d'EzechieleIl profeta Ezechiele – il cui ministero si esercita tra il 590 e il 570 a.C. – è un sacerdote che condivide con il suo popolo l’esperienza dell’esilio; nel 587 infatti, dieci anni dopo un primo assedio, Gerusalemme è saccheggiata e distrutta dagli eserciti di Nabucodonosor, e tutti i sopravvissuti sono deportati in Babilonia.

Per la fede d’Israele è il momento angoscioso della prova (Ezechiele 36:16)

La situazione di Israele, deportato in terra straniera, è un po’ la situazione del credente di ogni tempo: il male presente nel mondo pare una sfida all’amore sempre fedele del Dio in cui crediamo. In particolare la società e il clima culturale circostante appaiono molte volte al credente d’oggi come un ‘paese straniero’, la Babilonia che mette in crisi la fede. In questa situazione è possibile comportarsi in due modi, esattamente come i deportati di Ezechiele.

BabylonC’è chi, per superare la sofferenza del sentirsi estraneo rispetto a un certo modo di pensare e di agire, scende al com-promesso, e accetta sostanzialmente la logica imperante. Così, in pratica, smarrisce la fede, pur conservando eventual-mente l’abitudine formale di alcuni atti esterni di culto.

E’ il peccato dell’infedeltà e dell’idolatria, ricorrente nella storia di Israele e puntualmente stimmatizzato da Dio stesso nel capitolo 36 di Ezechiele. In ogni caso, alla radice sta pur sempre il peccato dell’origine, cioè l’atteggiamento superbo della creatura che intende sostituirsi al suo Creatore. Si può vedere in questo senso, quanto Dio stesso fa dire da Ezechiele al re di Tiro: “Con il cuore gonfio di orgoglio, hai affermato di essere un dio, e hai preteso di sedere come un dio su un trono circondato dai mari. Ma sei solo un uomo, e non un dio, anche se credi di essere uguale a Dio …” (28:1)

Mysterium FideiPrevale, in una parola, la logica di chi pretende di salvarsi da sé, e in questo sforzo elabora idoli, fantasmi e illusioni. Di fatto l’uomo tradisce se stesso e la propria libertà esatta-mente nella misura in cui rifiuta di riconoscere in Dio l’unico Salvatore.

E c’è anche chi, rac-cogliendo la sfida di Babilonia, rimane coerente nella propria fede, convinto di doversi porre come coscienza critica, come alternativa di fronte al modo comune di pensare e di agire: lungi dallo scendere al compromesso, la fede in Dio ne esce purificata, come temprata dal fuoco di una prova.

La Babilonia di Ezechiele – come la grande città di oggi – resta una sfida per il credente: ma una sfida che diventa il crogiuolo della fede, una sfida che ‘costringe’ ad aprirsi al progetto di Dio e ad impegnare per esso ogni giorno della vita.

Anziché gemere sul suo tempo ed elaborare visioni apocalittiche di cataclismi universali, il credente dovrebbe ricordare che la grande città dei nostri giorni può essere, si, la Babilonia della perdizione; ma che essa deve diventare – in nome della nuova alleanza irreversibilmente stabilita dal sangue di Gesù Cristo – la Gerusalemme verso cui siamo avviati: e questo implica per il credente uno sforzo generoso e costante nell’animazione cristiana delle realtà terrestri.

E’ questa la serietà della fede nel Dio della speranza: il Dio che ‘sta davanti’ al suo popolo, e che – mentre indica in ogni istante e in ogni occasione un futuro di salvezza – non si lascia catturare e ridurre nelle prospettive anguste degli uomini.

Giotto - The last judgment

Il progetto di Dio è sempre nuovo e imprevisto: la fede dell’uomo va sempre purificata e convertita.

Fulfillment in Work?

There is a famous phrase that resonates with an enduring truth, taken from the voluminous works of the American transcendentalist Henry David Thoreau: “Most men lead lives of quiet desperation”. ‘Desperation’ comes from despair, which is the loss of hope. Hope in what? In God. Men cannot be sustained by a hope that is not theological.

LabourersThoreau recognized that there is implanted in the human soul by its Creator a desire for truth and beauty that makes the commercial and social round that circumscribes the lives of most men deeply unsatisfying. He sought his escape by turning to nature. Yet, he only lived in his cabin in the woods for two years: just long enough to gather material for his book. If what he wrote were true, if contemplating the flora and fauna of the forest were sufficient for the human spirit, he would not have returned to the town, nor would he have bothered to write his book. But nature is not sufficient for the human spirit. Man can no more be sustained by nature than by artificial distractions. Perhaps that is why devout environmentalists are always seeking new causes and usually appear so intensely unhappy: they have placed their hope in something not only lesser than God, but lesser than the human soul. How can a Divinely created intellect rest content to expend its gifts on saving the rarotonga starling or protecting the habitat of the dwarf lake iris?

Farm labourerBut it is the world of work where most try vainly to find fulfillment. This preoccupation with keeping ceaselessly busy is sometimes called The Protestant Work Ethic. I think this is a telling phrase. Why do we never hear of the Catholic Work Ethic? Are Catholics comparatively lazy? And why is work an ethic, which is a secular or philosophic term, instead of a moral virtue, which is proper to religion?

What if your boss, having asked you to work extra hours, were to console you with the words: “I think it was C.S. Lewis who said: Work is prayer in action” – would your reply be: “Perhaps. But C.S. Lewis was a Protestant. I’m Catholic. We believe that work is a punishment for original sin”?

A Catholic is aware that work began when Adam and Eve were cast out of Paradise. That Adam and his descendants have had to eat their bread in the sweat of their brow is a punishment Masaccio - Adam & Eve (detail)for sin, as is the degeneration and death of our flesh. The Protestants often curiously forget what’s in the Bible. We were not meant for work, but for contemplation. To make that which is a punishment for sin an idol to be worshiped is a denial of the Divine intent of creation. The Catholic must never forget that his ultimate vocation is sainthood, and it is the occupation of the Saint to look at the face of God. God does not care what we do, but who we are. What works can we offer Him? What does He need from us? What are our profit and loss statements in the economy of salvation? Or the size of our house or the cost of our furnishings? We often forget, in this land of waning opulence, that Scripture tells us love of money is the root of all evil.

Yet, our culture would make poverty the root of all evil and wealth the highest virtue, whose universal attainment has become the engine of social organization.

Una rosa per gli atei

C’era una bella viola profumata che viveva tranquilla insieme alle sue amiche e ondeggiava felice tra gli altri fiori in un giardino solitario. 


violetsUna mattina, con la corolla ancora abbellita da stille di rugiada, sollevò il capo, si guardò attorno e vide una rosa alta e avvenente che si ergeva superba nello spazio, come una torcia ardente su una lampada di smeraldo.

La viola schiuse le labbra blu e disse: ‘Quanto sono sfortunata tra questi fiori, e com’è umile la posizione che occupo rispetto a loro! La natura mi ha fatto piccola e povera … vivo vicinissima alla terra senza poter levare la testa verso il cielo blu, o girare il viso verso il sole come fanno le rose’.

La rosa udì le parole della sua vicina, scoppiò a ridere e commentò: ‘Che strano discorso il tuo! Sei fortunata, e non riesci a rendertene conto. La natura ti ha voluto conferire un profumo e una bellezza che non ha concesso a nessun altro … lascia perdere questi pensieri e accontentati, e ricorda che chi si umilia sarà esaltato, e chi si esalta sarà schiacciato’.

La viola rispose: ‘Tu mi consoli perché possiedi ciò che io desidero ardentemente … E tenti di amareggiarmi facendo la magnanima … come suona dolorosa la predica del fortunato al cuore dell’infelice! E com’è spietato il potente quando si erge a consigliere del debole!’

Rose bushLa Natura udì la conversazione tra la viola e la rosa, si avvicinò e disse: ‘Che cosa ti è successo, viola, figlia mia? Le tue parole e le tue azioni sono sempre state umili e dolci. Forse la Cupidigia ti è entrata nel cuore e ti ha intorpidito i sensi?’ La viola rispose con voce supplichevole: ‘Madre grande e misericor-diosa, piena d’amore e di comprensione, ti prego con tutto il cuore e con tutta l’anima, accogli la mia richiesta e consentimi di essere una rosa per un giorno’. La Natura rispose: ‘Tu non sai quello che vuoi; non ti rendi conto della sventura che si nasconde dietro la tua cieca ambizione. Se tu fossi una rosa ne avresti solo dispiaceri e te ne pentiresti, ma non servirebbe a niente’. Ma la viola insisté: ‘Trasformami in una rosa alta, perché voglio poter sollevare la testa con fierezza. Me ne assumo la responsabilità, non importa quale sarà la mia sorte’. La Natura acconsentì, dicendo: ‘Esaudirò la tua richiesta, viola ribelle e ignorante. Ma se ti colpirà la sventura, la colpa sarà solo tua’. E la Natura allungò le sue dita magiche e misteriose e toccò le radici della viola, la quale si trasformò immediatamente in un’alta rosa, svettante su tutti gli altri fiori del giardino.

Quella sera il cielo si gonfiò di nuvole nere, la furia degli elementi sconvolse il silenzio dell’esistenza col fragore del tuono e cominciò ad attaccare il giardino facendosi precedere da una fitta pioggia e da forti venti. La tempesta squarciò i rami, sradicò le piante e ruppe gli steli dei fiori più alti, risparmiando solo quelli piccoli che crescevano vicini alla terra amica. Il giardino solitario risentì particolarmente di quel clima belligerante, e quando la tempesta si placò e il cielo si schiarì tutti i fiori erano stati devastati: nessuno era sfuggito alla furia della Natura tranne la famiglia delle piccole viole, nascoste accanto al muro del giardino.

Alzata la testa e vista la tragedia abbattutasi sui fiori e sugli alberi, una giovane viola sorrise felice e chiamò le sue compagne, dicendo: ‘Guardate cosa ha fatto la tempesta ai fiori altezzosi!’ Un’altra viola disse: ‘siamo piccole e viviamo vicino alla terra, ma siamo al riparo dalla collera del clima’. E una terza aggiunse: ‘La nostra statura limitata non permette alla tempesta di sottometterci’.

rain storm

A quel punto la regina delle delle  viole vide accanto a sé la viola trasformata in rosa, scagliata a terra dalla tempesta e deturpata sull’erba fradicia come un soldato esausto sul campo di battaglia. La regina delle viole sollevò la testa e chiamò a raccolta la sua famiglia, dicendo: ‘Guardate, figlie mie e meditate su ciò che la Cupidigia ha fatto alla viola trasformata per un’ora in una rosa superba. Che il ricordo di questa scena vi rammenti sempre la vostra buona sorte’.

La rosa morente sussultò, e facendo appello alle forze residue disse, con tono pacato: ‘Fino a ieri anch’io ero soddisfatta e appagata dalla Vita, ma l’appagamento è stato come una barriera tra la mia esistenza e la tempesta della Vita, confinandomi in una pace malsana e indolente e in una stasi mentale. Avrei potuto vivere la stessa vita che vivete voi ora, solo che fossi rimasta attaccata alla terra per paura … Avrei potuto attendere che l’inverno mi ricoprisse di neve e mi consegnasse alla Morte, che certamente rivendicherà tutte le viole … Ma ora io sono felice perché mi sono spinta fuori dal mio piccolo mondo fin nei misteri dell’Universo … Una cosa che voi non avete ancora fatto. Avrei potuto guardare dall’alto la Cupidigia, la cui indole è superiore alla mia, ma prestando ascolto al silenzio della notte udii il mondo celeste parlare al mondo terreno e dire: «L’ambizione che va oltre l’esistenza è lo scopo essenziale del nostro esistere.»In quel momento il mio spirito si ribellò e il mio cuore cominciò a desiderare una posizione più elevata rispetto a quella della mia limitata esistenza. Mi resi conto che l’abisso non può udire il canto delle stelle, e in quel momento presi a combattere contro la mia piccolezza e a desiderare ardentemente ciò che non mi apparteneva, finché il mio spirito di rivolta si trasformò in una grande forza, e il mio desiderio in volontà creatrice … La Natura, che è il grande oggetto dei nostri sogni più profondi, accolse la mia richiesta e con le sue dita magiche mi trasformò in una rosa’.

God bless youLa rosa tacque per un istante poi, con voce flebile, mista di com-piacimento e fierezza disse: ‘Ho vissuto un’ora come una rosa altera; per una frazione di tempo sono stata simile a una regina: ho visto l’Universo con gli occhi di una rosa; ho udito il mormorio del firmamento con le orecchie della rosa e ho toccato i lembi della veste della Luce con i petali della rosa. C’è qualcun altro, qui, che può rivendicare un simile onore?’ Ciò detto, chinò il capo e, con voce soffocata, disse: ‘Ora posso anche morire, poiché la mia anima ha conseguito il suo scopo. Finalmente ho esteso la mia conoscenza a un mondo che è al di là dell’angusta caverna della mia nascita. É questo il disegno della Vita … É questo il segreto dell’Esistenza!’

La rosa fu scossa da un fremito, ripiegò lentamente i petali ed esalò l’ultimo respiro con un sorriso celestiale sulle labbra … un sorriso d’appagamento, di speranza e di fiducia nella vita … un sorriso di vittoria … un sorriso simile a quello di Dio.

di Kahlil Gibran

Agnosticism? Can’t be

Romeo & JulietSuppose Romeo proposes to Juliet and Juliet says, “Give me some time to make up my mind.” Suppose Romeo keeps coming back day after day, and Juliet keeps saying the same thing day after day: “Perhaps tomorrow.” In the words of Charlie Brown’s small, red-haired girlfriend, “Tomorrow is always a day away”. There comes a time though when there are no more tomorrows.

Then “maybe” becomes “no”. Romeo will die. Corpses do not marry. The Catholic Church is God’s marriage proposal to the soul. Saying “maybe” and “perhaps tomorrow” cannot conti-nue indefinitely because life does not continue indefinitely. The weather will never clear enough for the agnostic navigator to be sure whether the port is true home or false just by looking at it through binoculars from a distance. He has to take a chance, on this port or some other, or he will never get home. Here or there. Now or never. A decision must be made.

Once it is decided that we must wager, once it is decided that there are only two options – theism and atheism – not three, theism, atheism, and agnosticism, then the rest of the argument is simple. Atheism is a terrible bet. It gives you no chance of winning the final prize.

Pascal states the argument this way:

You have two things to lose: the true and the good; and two things to stake: your reason and your will, your knowledge and your happiness; and your nature has two things to avoid: error and wretchedness. Since you must necessarily choose, your reason is no more affronted by choosing one rather than the other. That is one point cleared up. But your happiness? Let us weigh up the gain and the loss involved in calling heads that God exists. Let us assess the two cases: if you win, you win everything: if you lose, you lose nothing.

Do not hesitate then – wager that He does exist.

Il senso dell’attesa

Una buona musica si riconosce non dalla piacevolezza immediata, che, anzi, può anche essere un cattivo segno, ma dal fatto che ogni suo particolare, ogni struttura, ogni passaggio non si comprende subito, ma rimanda a qualcosa d’altro e questo continuo rimando ridesta in noi una continua domanda di senso, di significato e di compimento.

Lungi dall’essere un modo arido di ascoltare, cercare di seguire la struttura di un passaggio musicale (ad esempio il susseguirsi dei temi ed il loro riapparire a distanza, le loro trasformazioni) permette di cogliere come ogni evento musicale, ogni passaggio derivato dal precedente e porta al successivo, risvegliando la memoria di passaggi musicali già uditi e risvegliando l’attesa di ciò che si udirà in seguito, e soprattutto, alla fine, risvegliando in questo modo nel nostro cuore il senso dell’attesa e del mistero.

Se ogni particolare rimanda ad altro, infatti, prima o poi si intuisce come tutto il brano rimanda ad una bellezza mai raggiunta e mai pienamente realizzata. Infatti il compositore sente il bisogno di comporre il brano successivo, l’interprete quello di suonare ancora, l’ascoltatore quello di ascoltare nuovamente.

Vera Icon

The cloth used by the pious matron, Seraphia, to wipe the face of Jesus as He made His way to Calvary has maintained the same aura of mystery that has intrigued the viewers of the Holy Shroud of Turin. It has been as carefully and reverently guarded, but it has not yet attracted the same amount of scientific interest as has the better known, full-length image of the crucified Christ, this probably due in part to the veil’s faded and delicate condition.

The image that was impressed on the cloth as a symbol of Jesus’ gratitude for Seraphia’s courageous and compassionate act of mercy was known from the beginning as vera icon, Latin for true image. The two words were gradually appropriated as the proper name of the person instead of the relic, thus transforming the name Seraphia to Veronica.

El Greco - The Holy Face

We are told that Veronica was a woman of position, being the wife of Sirach, one of the councilors belonging to the temple, and that she was approximately 40 years of age at the time of the incident. Various reports have her living on or near the Via Dolorosa and it is popularly believed that she stepped into history during the pause when Simon of Cyrene was recruited to help in the carrying of the cross.

Just as Mary Magdalene anointed the head of Jesus and was honoured  with the words: “Wherever in the world this gospel is preached, this also that she has done shall be told in memory of her”  So, too, has Veronica’s kindly act been memorialized. Although not mentioned in Scripture, Veronica is recognized worldwide in the sixth Station of the Cross.

Tradition relates how the ailing Tiberius Caesar, on learning about this memorial, invited Veronica to Rome and sent a messenger to collect all that could be learned about the death, resurrection and ascension of Jesus. Veronica showed the cloth to the emperor, who was immediately cured of his grievance. It is believed she remained in Rome, living there at the time of Saints Peter and Paul.

During the three centuries of persecution the relic was kept in the depths of the catacombs, but was afterwards placed in the church constructed over the tomb of St. Peter. It is in this church, that developed into the Basilica of St. Peter, that the Holy Face has been kept from the earliest times.

Un male gravissimo …

Che posto ha la devozione al Cuore Immacolato di Maria nella nostra vita?

Questa devozione ha avuto una raccomandazione particolare da parte di Papa Pio XII ed è stata definita dalla stessa Suor Lucia di Fatima come l’ultimo mezzo concesso all’umanità per salvarsi.

Immaculate heart of MaryCertamente la consacrazione del genere umano al Cuore Immacolato da parte di Pio XII (1942) è un avvenimento legato al dramma della seconda guerra mondiale, ma nello stesso tempo essa esprimeva la consapevolezza del Papa che la Chiesa era entrata in un conflitto decisivo, ben più ampio e tragico delle vicende belliche concluse nel 1945. Ecco infatti come si esprimeva – a guerra conclusa – il medesimo Pontefice il 13 maggio 1946, in occasione dell’incoronazione della Madonna di Fatima:

In questa ora decisiva della Storia, come il regno del male con infernale strategia, adopera ogni mezzo e impegna tutte le sue forze per distruggere la fede, la morale, il Regno di Dio, così i figli della luce e i figli di Dio debbono tutto impegnare e impegnarsi tutti per difenderlo, se vogliono che siano evitate rovine immensamente più grandi e più disastrose di quelle materiali disseminate dalla guerra. In questa lotta non ci possono essere neutrali o indecisi

Parole inequivocabili.  Monito profetico.

Che dire oggi a distanza di sessantatre anni?

Esiste un male gravissimo, ben superiore alle distruzioni di una guerra mondiale: è la ‘distruzione della fede, della morale, del Regno di Dio’.

Papa Pio XIIPio XII è stato lungimirante: una ‘terza guerra mondiale’ di tipo spirituale si profilava già in quei tempi e sarebbe scoppiata pochi anni dopo la morte del Pontefice ed avrebbe provocato un danno umanamente irreparabile. La fede sarebbe stata distrutta e il Regno di Dio sarebbe stato rimpiazzato dal Regno dell’Uomo, in nome della laicità e dei diritti umani. Quanto alla morale cattolica è giocoforza che affossando la fede e con essa la centralità della Persona di Nostro Signore, anch’essa non possa che dissolversi poiché una legge non può sussistere laddove il Legislatore è bandito: proprio qui si colloca la grande illusione del cristianesimo moderno, ovvero l’illusione di vivere un’esperienza ‘pacifica’, una santificazione ‘tranquilla’, senza più il bisogno di abbracciare la croce e di lottare contro le conseguenze del peccato originale presenti nel mondo e dentro le membra di ciascuno di noi. E’ questa illusione diabolica che ha anestetizzato i cristiani, li ha resi indifferenti, facendo loro perdere il fervore e – apparentemente – la guerra stessa.

Questa guerra non è conclusa, quantunque silenziosa è tutt’ora in corso e continua a mietere anime: scoppiata ai tempi del Concilio essa cesserà quando il Cuore Immacolato di Maria trionferà.

Il Cuore Immacolato di Maria dunque, oltre che un rifugio, è una garanzia di vittoria.


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My Patron Saint

Archangel Gabriel

God's Messenger



Another beautiful day! Praise the Lord.

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THE LATIN MASS


The most beautiful thing this side of heaven!




FALANGI, TRUPPE, DIVISIONI CORAZZATE. ECCO CHE AVANZA IL NUOVO CATTOLICO: INNAMORATO DI GESU', INTRANSIGENTE, MOVIMENTISTA, IL CROCIATO DEI VALORI, IL SOLDATO DI CRISTO, UN CUORE TRADIZIONALISTA, AMANTE DELLA MESSA DI TUTTI I TEMPI ...



e-campagna: Io sto con il Papa

IL CANTO DEL PARADISO


Dopo due millenni di studi, di ricerche e di esplorazioni scientifiche, la genesi del canto gregoriano resta un mistero irrisolto


RELIGIOUS LIBERTY MIGHT BE SUPPOSED TO MEAN THAT EVERYBODY IS FREE TO DISCUSS RELIGION. IN PRACTICE IT MEANS THAT HARDLY ANYBODY IS ALLOWED TO MENTION IT.



PRAY THE ROSARY


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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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Don't consider abortion ...


... give a child the chance to tell you how much life is appreciated



WARNING!!! This blog is heretic repellent ...


MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.