Ascoltare significa tacere

Il cuore dell’uomo è un mistero che solo Dio conosce fino in fondo.  Il cuore dell’uomo è un disordine di pensieri, di simpatie, di affetti, di gelosie, ecc. Noi stessi non riusciamo a capire quello che accade dentro di noi, e per questo sentiamo il bisogno di esprimerci, di confidarci, di parlare di noi, di farci incoraggiare. Cerchiamo lo sfogo, l’appoggio.  Cerchiamo il conforto degli altri.

Qualunque sia il fratello che chiede di parlarci, qualunque sia l’argomento che viene ad esporci, rendiamoci disponibili per ascoltarlo.

Saper ascoltare è uno dei migliori atti d’amore.

 listening

Non diciamogli di finirla, d’andarsene, perché ci ha stancati o perché abbiamo altro da pensare.  Facendo così dimostriamo al nostro amico il nostro egoismo e la nostra mancanza di sensibilità.  Ascoltare significa tacere.

Chi sa ascoltare, sa tacere a tempo e al momento giusto.  Non dice quello che può nuocere, che può far male, che può umiliare e offendere.  Quasi sempre il silenzio è oro e il saper tacere è molto più prezioso del saper parlare.  Se lui si dilunga in un racconto noioso, invitiamolo a giungere al punto giusto, dimostrando interesse, ma non interrompiamolo.  Facciamolo parlare, affinchè possa con franchezza e senza timore, dire tutto quello che deve dire e che lo tormenta.  Non interrompiamolo dicendogli che quel che gli è capitato è successo anche a noi.  Che il suo problema è identico al nostro.

Egli è venuto per confidarci il suo problema, non per ascoltare il nostro. Ascoltare vuol dire interrogare.  Dare modo al nostro interlocutore di esporre il suo pensiero, con calma, in modo da sentirsi a proprio agio … se tace, facciamolo parlare, perché molte volte è solo questione di incoraggiamento.  Egli attende solamente che qualcuno lo inviti a mettere fuori ciò che non riesce più a trattenere dentro.  Ricordati che saper parlare è un dono di molti, saper tacere è una saggezza di pochi, ma saper ascoltare è una generosità di pochissimi.  Gli uomini hanno un grande bisogno di parlare, ma più ancora di qualcuno che li ascolti.

14 Responses to “Ascoltare significa tacere”


  1. 1 Piergiorgio July 31, 2009 at 14:09

    “Abbiamo chiesto a tutte le porte”, ma niente, lui è l’uomo invisibile.
    “Nessuno mi vede, nessuno mi sente, nessuno mi ascolta”. Bussa e nessuno apre, grida e nessuno si volta, si sbraccia in mezzo al mare in tempesta e nessuno che gli lanci almeno un salvagente. L’uomo invisibile così esplode di rabbia, non ce la fa più, non può assistere impotente: “Allora ci penso io”.
    Quand’è che le vite invisibili diventano finalmente visibili?
    Quando non ci sono più. “Quant’era bravo, quant’era buono”: lo dicono tutti, dopo, se ne accorgono quando è troppo tardi, anche i giornali arrivano sempre con un giorno di ritardo.

    Quanti di questi figli di Dio ci sono intorno a noi! Basta aprire gli occhi.

    Uno l’ho visto ieri dalla finestra del mio ufficio, disturbava tutti in mezzo alla strada chiedendo un aiuto, sperando che qualcuno si fermasse un attimo ad ascoltarlo, ma tutti scappavano, non lo vedevano, lui è un uomo invisibile e quando uno gli ha dato uno spintone si è messo a gridare “ho famiglia, io!” Lo hanno calmato, lo hanno accompagnato nei nuovi uffici della polizia, poi un’ambulanza lo ha portato all’ospedale.

    Ma non è di cure che ha bisogno. Quest’uomo ha bisogno di gente che lo ascolti, che cerchi di aiutarlo. Di gente che riesca a vedere, finalmente, l’uomo invisibile.
    Che finalmente si accorga di tutta quella folla di uomini invisibili.

  2. 2 Lavinia July 31, 2009 at 14:56

    Se non mi ascolta più nessuno, Dio mi ascolta ancora. (Benedetto XVI)

  3. 3 Miriam Bertoli July 31, 2009 at 20:28

    Sembra che pochissimi conservino ancora il dono prezioso dell’ascolto. Anche perché per ascoltare occorrono due requisiti importati; primo, stare in silenzio, secondo avere il dono dell’udito. Invece oggi nulla è più importante che ostentare e parlare, non per dialoghi costruttivi o importanti comunicazioni, ma sempre più spesso solo per udire il tono della propria voce. A questo scopo il telefono cellulare si presta comodamente a soddisfare questo bisogno egocentrico, dato che, di norma, chi ne viene in possesso, ne sfrutta appieno le sue potenzialità. Ossia, poter effettuare una chiamata in qualunque luogo ci si trovi, meglio se in un luogo pubblico, ove si finge con un affettato riserbo di proteggere la propria conversazione, mentre si alza il tono della voce ogni qualvolta si incrociano altri passanti.

    Cosa poi si dice è del tutto irrilevante, come lo è anche ciò che viene detto dall’occasionale interlocutore. Ma in tal modo si è ottenuto un riconoscimento del proprio “status symbol” e, ovviamente una tacita conferma alla propria vanità. Per noi si è invece confermata la pressapochezza dell’individuo in questione e la totale sordità a tutto ciò che accade intorno a lui. Perché si può essere certi che la sordità materiale che oggi avanza non è altro che l’espressione più grossolana di una sordità spirituale e quindi di una ermetica chiusura a qualunque influenza che potrebbe trarre l’uomo moderno dalla palude in cui affonda, giorno dopo giorno.

  4. 4 Pignatelli August 1, 2009 at 08:22

    Bel post – complimenti!
    Ottimo lavoro.
    Personalmente preferisco e seguo i suoi post sulla Messa di Tutti i Tempi.
    Ossequi.

  5. 5 Andrea August 1, 2009 at 13:54

    E’ vero! Mi domando quanti fumi di parole escono da noi e attorno a noi. Tanti fumi di parole,solo fumi di parole. Basta dare uno sguardo in tv. Basta accendere la radio. Basta camminare per strada,farsi un giro nelle piazze,persino nelle chiese….fumi di parole senza tregua. Da far venire la nausea! Non se ne può più. Quante cose inutili che catturano le nostre menti e il nostro cuore. Quante preoccupazioni create da noi volontariamente…! Questo post,gabriella,è molto bello. Mi fa venire in mente Marta e Maria…”Marta tu ti preoccupi di molte cose,Maria si è scelta la parte migliore”: L’ascolto!. A volte,e non poche,se qualcuno di noi non si interessa di qualcosa viene visto coome un “menefreghista”. E allora,cosa rispondere? Meglio la nobilta’! Ma quella di sangue,ma quella del cuore e della mentalità!Cosa mi interessa a me “del fumo”,anche se qualche volta ne faccio anche io di fumi di parole,e anche io mi lascio sopraffare dalle preoccupazioni. Tutti abbiamo bisogno di essere ascoltati…penso sia una cosa umana,ma una volta cambiata prospettiva…bhè…allora diciamo con S.Francesco(e come sempre scomodo sempre lui):Signore,fà ch’io non cerchi tanto di essere consolato,quanto di consolare! Oppure diciamo insieme a Madre Teresa di Calcutta: “Quando ho bisogno dela comprensione degli altri,dammi qualcuno che ha bisogno della mia”! E come riusciamo a capire e a praticare ciò? La risposta è semplice e chiara:ascoltando! Cerchiamo di essere veri servi di Cristo,con Cristo,per Cristo ed in Cristo.

    Ciao a tutti!

  6. 6 Andrea August 1, 2009 at 13:57

    Sopra ho sbagliato a scrivere,scusate!!!!!!! Meglio la nobiltà NON quella di sangue,ma quella del cuore e della mentalità.
    Scusate tanto.
    Ciao

  7. 7 freddie August 1, 2009 at 15:28

    ascoltare… a cominciare da me stesso… sono appena stato in ritiro per dieci giorni in terra santa… i luoghi parlano davvero, ma mi sono reso conto che necessitavo di ascoltare me stesso e ancora non l’ho fatto abbastanza! e chissà che un giorno non incontri Colui che è più intimo a me di me stesso…

    grazie
    br.freddie

  8. 8 Domiziano August 1, 2009 at 15:35

    Giusto quello che dite — e fa pensare.
    Come scrive Andrea io ho la nausea dei fumi di parole che mi circondano e vorrei solo starmene in silenzio, in pace, da solo, ma è la cosa più difficile da fare in questo mondo! Ogni tanto entro in una chiesa vuota (se la trovo aperta) e me ne sto li tranquillo e penso alle parole di Madre Teresa: Più riceviamo nella preghiera silenziosa, più possiamo dare nella nostra vita attiva. Abbiamo bisogno del silenzio per essere in grado di arrivare alle anime. La cosa essenziale non è ciò che noi diciamo, ma ciò che Dio dice a noi e attraverso noi.
    Tutte le nostre parole saranno inutili, se non vengono dall’anima; le parole che non danno la luce di Cristo aumentano le tenebre.

  9. 9 Annachiara August 1, 2009 at 17:08

    In circostanze normali non è fatica udire. Ascoltare invece è una facoltà che bisogna coltivare ed esercitare. Infatti, ascoltare significa “udire con attenzione”. Sotto questo aspetto, ascoltare è un’arte! e anche rara! Secondo me dobbiamo veramente sforzarci ad ascoltare gli altri e cercare di captare cosa ci vogliono comunicare realmente. Difficile.

    Freddie dice di cominciare ad ascoltare il proprio intimo. Si, certo, bisogna sempre cominciare con noi stessi. Difficile.

    Andrea riporta la bella e famosa preghiera di San Francesco: Signore, fà ch’io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare! Questo vuol dire non lamentarsi più che nessuno ci ascolta. Difficile.

  10. 10 Mara August 1, 2009 at 17:18

    Annachiara, ti ricordi: “Ampia è la strada che porta alla distruzione e… stretta è la via che conduce alla vita, e solo pochi la trovano”? (Matteo 7:13-14) 🙂

    Una Santa Domenica a tutti… italiani e inglesi 🙂

  11. 11 Anna August 2, 2009 at 17:18

    Saper ascoltare non è facile, perché occorre svuotarsi per accogliere tutta la fragilità dell’altro che non è più grande della nostra stessa fragilità.
    Ma credo sia possibile, se si è educati ad abbracciare la diversità dell’altro, anche se, ogni volta, il dare spazio alle parole dell’altro è una scelta della nostra libertà .
    E in questo credo che sia necessario ogni volta ricominciare.

    Grazie del commento dalle mie parti!

  12. 12 Cinzia August 3, 2009 at 01:02

    In mezzo a tanto fumo grazie a Dio ci siete tutti voi con parole buone e giuste. E certamente tantissime persone nel mondo silenziose ma sante ….

    Scrivete tutti cose fantastiche e in maniera fantastica!!! … e io vi ascolto.

    Buone vacanze a tutti voi Italiani – salutatemi caramente il Bellissimo Paese che tanto mi manca 😦

    Ciao!

  13. 13 Antonella Oliver August 3, 2009 at 11:02

    Be still and know that I am God. Only when the soul attains this calm can there be true work done and mind and soul and body be strong to conquer and to bear. The peace is the work of righteousness – living the right life, living with Me. Quietness and assurance follow.
    Assurance is the calm born of a deep certainty in Me, in My promise, in My power to save and keep. Gain this calm, and at all costs keep this calm. Rest in Me. Live in Me. Calm, quiet, assured – at Peace.

    Isa. xxxii. 17

  14. 14 Aly August 5, 2009 at 15:32

    Bellissimo questo articolo. L’uomo d’oggi non ha più tempo per ascoltare.


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INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




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Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.