Sempre più soli?

computer games 1Oggi, purtroppo, non ci si diverte più come una volta.  Nelle nostre città diventa sempre più rara la dimensione del cor-tile e della piazza, dove un tempo si praticavano i giochi all’aperto.  Erano un’occasione per dialogare, per confrontarsi, per vivere una parentesi di svago rispettando delle regole ben precise.  playing outdoorsQuindi, erano anche dei momenti fortemente educativi.  Si sta diffondendo, sempre di più e ovunque, la moda dei video-giochi, che rappre-sentano un’ulteriore occasione per essere soli.

Non ci si confronta più con gli altri, ma semplicemente con i suoni, i rumori, i colori di un avversario virtuale, che appare sullo schermo di un computer.  playing on the beachTempo fa, un canale TV per bambini ha ospitato una pub-blicità molto triste, che diceva “Butta il secchiello, abbiamo un gioco più bello”.  Era un invito ad abbandonare i tra-dizionali giochi del mare, con la paletta e il secchiello, per dedicarsi a quelli elettronici.

E’ la morte della creatività.  Seguendo questo slogan, i ragazzi dovrebbero abbandonare i castelli di sabbia per restare incollati di fronte alle lotte sanguinarie dei videogames, dove i personaggi buoni si muovono con la stessa violenza dei cattivi.

 

7 Responses to “Sempre più soli?”


  1. 1 Miriam Bertoli July 4, 2009 at 10:29

    E’ vero che un computer può essere uno strumento utilissimo per un bambino o un ragazzo se usato bene (ma anche un adulto!) – ecco il punto, se usato BENE.
    Secondo me, il problema principale è la difficoltà di condividere l’oggetto-macchina con altri ragazzini, i fratelli ad esempio. Non si può negare che il PC è “asociale”. Oggi, l’unico momento nel quale il computer mette insieme le persone è quando c’è un problema legato al suo funzionamento e insieme si cerca di risolverlo.

  2. 2 Pierluigi, Milano July 4, 2009 at 11:43

    L’elettronica e i sistemi digitali stanno modificando il significato del tempo e dello spazio e dell’interazione sociale. Diventa allora sempre più urgente e necessario acquisire conoscenza e sviluppare uno spirito critico al fine di un uso consapevole di questi strumenti.
    Purtroppo, i genitori oggi non sono ancora capaci di discernere e capire i danni.
    In Italia, dopo i bambini scomparsi e il bullismo, l’emergenza a cui la nostra società è tenuta a far fronte è proprio l’eccessiva dipendenza – in molti casi potremmo definirla ossessione – che i ragazzi hanno nei confronti delle nuove tecnologie. E’ un mondo questo di cui non dobbiamo negare l’esistenza ma nel quale dobbiamo entrare prima possibile per porre regole precise, per analizzare le relazioni che si stabiliscono tra le persone che lo utilizzano, ma anche per studiare gli aspetti di rischio, d’illegalità, di violenza e le forme di dipendenza legate ai fallimenti della vita reale. L’uomo da sempre ha creato, grazie al suo ingegno, gli strumenti necessari ad agevolare la propria vita, oggetti che hanno avuto contemporaneamente utilizzi leciti ed illeciti, dannosi ed utili. Oggi dobbiamo fare in modo che i nuovi strumenti che abbiamo a disposizione non annebbino la nostra intelligenza e soprattutto che ci permettano di mantenere la nostra coscienza.

  3. 3 Annachiara July 4, 2009 at 12:00

    Stare tutto il giorno davanti al PC fa male al fisico e alla psiche.
    NON E’ NORMALE che una persona passi le giornate incollato davanti al monitor.
    Come puo’ un aggeggio schiavizzare cosi??

  4. 4 Laura July 4, 2009 at 12:58

    sicuramente nn si può dire ke il pc fa BENE, basta solo saperlo usare con “cautela” tutto qui, e ovvio ke se ne abusiamo la situazione potrebbe diventare problematica(es. adolescente asiatica morta davanti al pc x aver giocato per 3gg di fila ad un viedogioco online snz bere né mangiare😦 ), cmq l’importante e godersi la vita, il computer è solo un passatempo, nn usatelo x rimpiazzare la vostra vita reale cn una virtuale!!
    saluti a tti

  5. 5 Mamma Betta July 5, 2009 at 10:25

    Certo noi mamme ancora non ci rendiamo conto del danno enorme che può provocare il pc a un giovane. Quando, ad esempio, un figlio deve fare una ricerca per la scuola, è naturale ricorrere ad Internet, ma è quanto mai importante affiancare a questo anche dei libri sullo stesso argomento, in modo che un bambino possa anche sviluppare un senso critico dal confronto delle fonti.
    E, mamme, permettiamo inoltre che i nostri figli incontrino i loro amici anche fuori dal solito contesto scolastico o sportivo, apriamo a loro la nostra casa, anche se questo vuol dire chiasso e disordine, meno spazio per noi e i nostri interessi. Sono modi però per facilitare i rapporti interpersonali dei nostri figli, per creare RAPPORTI REALI CON EMOZIONI REALI, in controtendenza a nascondersi dietro un video, a cercare la via più semplice del rapporto esclusivamente virtuale.
    Dietro lo schermo diviene più semplice nascondere le proprie debolezze e fragilità… e nasconderle comporta il non affrontarle… e il non affrontarle non aiuta i nostri figli ad accettarle, a sentirle parte del proprio modo di essere, o a superarle.
    E’ certo più difficile e responsabilizzante mostrare i nostri sentimenti – di qualsiasi natura essi siano – guardando negli occhi il proprio interlocutore, ma è l’unica strada “naturale” del processo di maturazione personale.

  6. 6 Corrado Trinci July 7, 2009 at 07:38

    Indeed, the point is well made, Gabriella. The bottom line, if I may extend the argument a little, is the absence of Family ‘togetherness’ and domestic blessings. I have just re-read Tolkien’s ‘The Lord of the Rings’: whatever adventures or misadventures come, for the protagonists, there is always time for friendship, cakes and teas and fireside chats. Or, at least, time to think of them. In fact, there is a strong suggestion throughout books like Tolkien’s that this is what all the trials and perils in life are for: so that hearth life and home life can be protected.In the end ‘adventurers’ can return to just such a life. So too in Homer’s ‘Odyssey’. After all, it is Odysseus’s keen desire to get home that drives the plot. More than a simple adventure story, this prototype of all adventure stories is also about the restoration of family life, friendship and community. It anticipates by twenty-five hundred years Samuel Johnson’s observation that “the end of all endeavor is to be happy at home.”

  7. 7 Suor Nerina July 18, 2009 at 23:58

    Grazie del messaggio lasciato nel mio blog. Anche il tuo è molto interessante…
    Per quanto riguarda i bambini davanti al pc, molta responsabilità l’hanno i genitori, che dovrebbero controllare quante ora i figli stanno davanti a un computer e cosa fanno e vedono al computer…


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IN HOC SIGNO VINCES




INDIFFERENTISM is a mortal sin; a condemned heresy. That's the Catholic view of the matter. INDIFFERENTISM paves the way to MORAL RELATIVISM. I have been accused of the opposite of ‘Indifferentism’, which is defined as ‘Rigorism’, and the charge is not without some merit. I believe in a rigorous following of Church doctrine and in strict accuracy in proper Catholic catechesis, and I openly attack watered-down Catholic doctrine and catechesis whenever and wherever I encounter it. Many friends scold me saying that for me it’s either my way or the highway. But here’s the thing … it’s not my way; I didn’t make up all (or any of) the rules of Catholicism. I’ve been told “you’re too rigid in your doctrine,” as if it were my doctrine. When it comes to Catholic catechesis, there is only one Church teaching, and it is represented in the Catechism of the Catholic Church. I’m prepared to defend any item in it, against any opponent. I draw the line at ‘indifferentism’ and ‘moral relativism’. All belief systems are not the same. The ones who push it the most are the ones who seek to replace it with something less. Again, indifferentism paves the way to moral decay. Don’t let it seep into your thinking. May you please God, and may you live forever.

“Oremus pro beatissimo Papa nostro Benedicto XVI: Dominus conservet eum, et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra, et non tradat eum in animam inimicorum eius.”



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MODERN CATHOLICS SEE THE CHURCH AS AN ‘OLD-FASHIONED’ DISCRIMINATORY INSTITUTION OF WHICH THEY ARE ASHAMED – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL DIE TO DEFEND IT.

MODERN CATHOLICS WOULD JUST AS SOON LEAVE THE CHURCH FOR A TRENDY ALTERNATIVE IF THEY DON’T GET THEIR WAY – A TRADITIONAL CATHOLIC WILL REMAIN UNTIL THE END OF TIME.


THE CHURCH MILITANT NOW, MORE THAN EVER, NEEDS STRONG WARRIORS.




The Catholic Church doesn’t need progressives, Nor does it need Reactionary Conservatives - It badly needs Catholic Traditionalists that practice faith, hope and charity. So don’t be shy! Come forward.

“When Christ at a symbolic moment was establishing His great society, He chose for its corner-stone neither the brilliant Paul nor the mystic John, but a shuffler, a snob, a coward - in a word, a man. And upon this rock He has built His Church, and the gates of Hell have not prevailed and will not prevail against it. All the empires and the kingdoms have failed because of this inherent and continual weakness, that they were founded by strong men and upon strong men. But this one thing - the historic Catholic Church - was founded upon a weak man, and for that reason it is indestructible. For no chain is stronger than its weakest link.”
(G.K. Chesterton)



Anno Sacerdotale

Pope Benedict XVI has declared a “Year for Priests” beginning with the Solemnity of the Sacred Heart of Jesus on June 19, 2009. The year will conclude in Rome with an international gathering of priests with the Holy Father on June 19, 2010.
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Quest'anno sia anche un'occasione per un periodo di intenso approfondimento dell'identità sacerdotale, della teologia del sacerdozio cattolico e del senso straordinario della vocazione e della missione dei sacerdoti nella Chiesa e nella società.
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Let your light so shine before men that, seeing your good works, they may glorify your Father in Heaven. (Matthew 5:16)
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In Domino laudabitur anima mea.





"That sense of the sacred dogmas is to be faithfully kept which Holy Mother Church has once declared, and is not to be departed from under the specious pretext of a more profound understanding."- Pope Leo XIII, Testem Benevolentiae

Nessuno di noi entrerà in Paradiso senza portare con sé un fratello o una sorella. Ciascuno di noi deve uscire dalla folla e reggersi sulle proprie gambe, fiero di essere un Cattolico e capace di testimoniare la sua Fede.
Ci stiamo comportando come se la Fede Cattolica fosse un affare privato. Questo non è affatto vero. Penso che potremo andare molto, molto lontano, se riusciremo a convincere tutti i Cattolici a farsi carico della salvezza del mondo intero.
Il mondo ha bisogno di essere salvato e deve essere ciascuno di noi a farlo.




Cantate …


Cantate Domino canticum novum. Cantate Domino omnis terra. Cantate Domino et benedicite nomini Ejus. Annuntiate de die in diem salutare Ejus.

Causa nostrae laetitiae




“We can believe what we choose. We are answerable for what we choose to believe”.
(John Henry Newman)



Pueris manus imponit

Iesus vero ait eis - Sinite parvulos, et nolite eos prohibere ad me venire - talium est enim regnum caelorum.




“There is another essential aspect of Christianity: the interior, the silent, the contemplative, in which hidden wisdom is more important than practical organizational science, and in which love replaces the will to get visible results”.
(Thomas Merton)



Lo Spirito Santo


Uno dei Suoi nomi è "Consolatore"!




Confession

Confession heals, confession justifies, confession grants pardon of sin. All hope consists in confession. In confession there is a chance for mercy. Believe it firmly. Do not doubt, do not hesitate, never despair of the mercy of God. Hope and have confidence in confession.




“Almeno sei volte durante gli ultimi anni mi sono trovato nella situazione di convertirmi senza esitazione al cattolicesimo, se non mi avesse trattenuto dal compiere il gesto azzardato l'averlo già fatto”.
(G.K. Chesterton)



"Whatsoever I have or hold, You have given me; I give it all back to You and surrender it wholly to be governed by your will. Give me only your love and your grace, and I am rich enough and ask for nothing more."

(St. Ignatius of Loyola - Spiritual Exercises, #234)



"Mia madre è stata veramente una martire; non a tutti Gesù concede di percorrere una strada così facile, per arrivare ai suoi grandi doni, come ha concesso a mio fratello e a me, dandoci una madre che si uccise con la fatica e le preoccupazioni per assicurarsi che noi crescessimo nella fede".
J.R.R. Tolkien scrisse queste parole nove anni dopo la morte di sua madre.






Be on your guard; stand firm in the faith; be men of courage; be strong. (1 Corinthians 16:13)




“Beati sarete voi quando vi oltraggeranno e perseguiteranno, e falsamente diranno di voi ogni male per cagion mia. Rallegratevi ed esultate perché grande è la vostra ricompensa nei cieli”.