“Nel mondo moderno, la scienza ha molte utilità; la sua utilità principale, tuttavia, è quella di fornire paroloni per coprire gli errori dei ricchi. La parola «cleptomania» è un esempio comune di ciò che intendo. Fa il paio con quella strana teoria, avanzata quando una persona importante o facoltosa si trova alla sbarra, secondo cui quell’esibizione è un castigo peggiore per il ricco che per il povero. Naturalmente, è vero esattamente l’opposto. L’onore è un lusso per gli aristocratici, ma è una necessità per i facchini d’albergo. Questa è una questione secondaria, ma è un esempio della tesi generale che propongo, la tesi secondo cui una gran quantità del moderno ingegno viene spesa per trovare giustificazioni alla condotta ingiustificabile dei potenti. Come ho detto più sopra, queste giustificazioni si affacciano con la massima enfasi sotto forma di appelli alla scienza fisica. E fra tutte le forme in cui la scienza, o la pseudo-scienza, è venuta in soccorso dei ricchi e degli stupidi, nessuna è così singolare come la singolare invenzione della teoria delle razze.

Quando una nazione ricca come quella inglese scopre il fatto del tutto evidente che sta facendo un assurdo pasticcio del governo di una nazione più povera come quella irlandese, allora, si arresta per un momento costernata, dopo di che incomincia a parlare di celti e teutoni. Per quanto capisco di questa teoria, gli irlandesi sono celti e gli inglesi sono teutoni. Ma nessun uomo al mondo, dotato anche solo di un barlume di un vero discernimento scientifico, si sognerebbe mai di applicare i termini «celtico» o «teutonico» agli uni o agli altri in un qualunque senso concreto o di qualche utilità. Questo genere di cose è meglio lasciarle alle persone che parlano di razza anglo-sassone ed estendono il termine all’America. Quanta parte del sangue degli angli e dei sassoni (chiunque fossero) rimane nella nostra ibrida stirpe britannica, romana, tedesca, danese, normanna e piccarda è una questione che interessa solo antiquari balzani. E quanta parte del sangue diluito possa rimanere in quel vortice ruggente dell’America, in cui si riversa di continuo una cascata di svedesi, ebrei, tedeschi, irlandesi e italiani, è una questione che interessa solo i folli. Sarebbe stato più saggio rivolgersi a qualche altra divinità. Tutti gli altri dei, per quanto deboli e bellicosi, perlomeno si vantano di essere costanti.
Ma la scienza si vanta di essere costantemente immersa in un flusso; si vanta di essere instabile come l’acqua. Tutti gli inglesi più autentici della storia vi avrebbero sbadigliato o riso in faccia se aveste cominciato a parlare di anglo-sassoni. Davvero, se aveste tentato di sostituire l’idea della razza all’ideale della nazionalità, non voglio pensare cosa avrebbero detto. La verità di tutta la questione è molto semplice. La nazionalità esiste e non ha assolutamente nulla a che vedere con la razza. La nazionalità è qualcosa come una Chiesa o una società segreta; è un prodotto dell’anima e della volontà umana; è un prodotto spirituale.
E ci sono uomini, nel mondo moderno, disposti a pensare o a fare qualunque cosa, piuttosto che ammettere che alcunché sia un prodotto spirituale. Ora, di questa grande coesione spirituale, indipendentemente da circostanze esterne, o dalla razza, o da qualunque elemento fisico, l’Irlanda costituisce l’esempio più notevole. Roma vinse le nazioni, ma l’Irlanda ha vinto le razze. I normanni sono andati laggiù e sono divenuti irlandesi, gli scozzesi sono andati laggiù e sono divenuti irlandesi, gli spagnoli sono andati laggiù e sono divenuti irlandesi, perfino l’impietoso soldato di Cromwell è andato laggiù ed è divenuto irlandese. L’Irlanda, che non esisteva neppure politicamente, è stata più forte di tutte le razze che esistevano scientificamente. Il più puro sangue tedesco, il più puro sangue normanno, il più puro sangue dell’appassionato patriota scozzese non ha esercitato un’attrazione pari a quella di una nazione senza bandiera. L’Irlanda, misconosciuta e oppressa, ha facilmente assorbito le razze, con la facilità con cui simili bazzecole vengono assorbite. Ha facilmente liquidato la scienza fisica, con la facilità con cui simili superstizioni vengono liquidate. La nazionalità, nella sua debolezza, è stata più forte dell’etnologia nella sua forza. Cinque razze trionfanti sono state assorbite, sconfitte da una nazionalità sconfitta.”
G. K. Chesterton (tratto dal suo libro Eretici)











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