Leggete cosa dice Fulton J. Sheen nel suo libro <La divina avventura>:
“Una notte, nell’aria quieta, si alzò dalle bianche colline di Betlemme un lieve vagito.
Il mare non udì quel grido, perchè il mare era pieno della sua propria voce.
La terra non l’udì, perchè la terra era addormentata.
I grandi della terra non l’udirono, perché non potevano comprendere come un bimbo potesse essere più grande di un uomo adulto.
I Re della terra non l’udirono, perchè non potevano capacitarsi che un Re potesse nascere in una stalla.
Solo due classi di persone udirono il vagito quella notte: i Pastori ed i Saggi.
Pastori: quelli che sanno di saper nulla.
Saggi: coloro che sanno di non saper tutto.
Pastori: poveri semplici che sapevano soltanto custodire le loro pecore, che forse non sapevano neppure chi fosse il Governatore della Giudea; che non conoscevano neppure un verso di Virgilio – così noto e citato da qualsiasi Romano.
I Saggi: non Re, bensì maestri di re; uomini che sapevano leggere le stelle e narrare la storia dei loro moti; uomini dedicati, consacrati alla scoperta.
Gli uni e gli altri udirono il vagito.
I Pastori trovarono il loro Pastore, e i Saggi scoprirono la Sapienza.
E il Pastore e la Sapienza era un Bimbo nella mangiatoia.
Da quella sera fino ad oggi ci sono state soltanto due classi di persone che hanno udito il vagito di Cristo ed hanno trovato Cristo:
I molto ignoranti e i molto saggi.
Gli ignoranti: anime semplici che sanno forse soltanto sgranare il loro Rosario, e i saggi: come Pascal, Tom-maso d’Aquino, Bonaven-tura, Mercier, Agostino, ecc. Tra questi non è mai esistito chi abbia avuta certezza di sapere. Soltanto gli ignoranti e i saggi trovano Cristo, perché sono umili; perchè riconoscono la loro ignoranza e i limiti della conoscenza umana; e questo è essere umili. Per entrare nella grotta della Natività bisogna chinarsi: e chinarsi con umiltà. Chi possiede l’umiltà può entrare, e troverà quello che i Pastori e i Saggi trovarono: un Bimbo steso su un letto di paglia. Tanta era la maestà che luceva dalla fronte di quel Bimbo, tanta la dignità, tanta la luce di quegli occhi, che essi non poterono tenersi dal gridare:
Emanuele! Dio è con noi!”












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