Non mi sembra che dall’ultimo Concilio Ecu-menico sia derivata alcuna ‘affermazione meraviglio-sa della Chiesa’, anzi, Essa ha perduto credito davanti agli stessi avversari, laici e d’altre religioni, nonostan-te essi applaudano al rivolgimento ecclesiastico, aperto allo spirito del mondo.
Della ‘vigorosa fioritura di virtù cristiane’ nemmeno l’ombra! Se c’è stato qualche caso privato e isolato, non è davvero per merito del Concilio!
I ‘fratelli e figli separati dalla Sede Apostolica’ non sono stati affatto ‘invitati e spronati a farvi ritorno’, perché il Concilio ha fatto scoprire non essere necessario il loro ritorno alla Chiesa Cattolica, dato che possono salvarsi anche restando nelle loro eresie che, naturalmente, non sono più considerate tali, ma modi diversi di esprimere la stessa verità. E dire che papa Giovanni XXIII ancora pensava alla loro conversione! Egli non immaginava che il suo Concilio avrebbe eliminato anche questa speranza, questa carità verso chi giace nell’errore e nel pericolo di perdersi.
Simile trattamento di favore, come se la verità fosse qualcosa di com-merciabile, fu riservato pure ai non cristiani, agli ebrei, ai musulmani, ai pagani: ognuno può restare pacificamente nella sua credenza religiosa, purchè sia fedele osservante delle norme e delle direttive dettate dagli uomini. E’ abolito, perciò, ogni genere di proselitismo e si ha cura soltanto materiale degli infedeli.
La Chiesa non è stata ‘illuminata dalla luce di questo Concilio’ (ma quale luce?) – Essa non si è ‘ingrandita di spirituali ricchezze’, anzi, ha perso quelle che aveva – non vi ha ‘attinto forza di nuove energie’, perché ha ceduto di fronte alle pressioni dei suoi nemici modernisti, laicisti, liberali, massoni, comunisti. Essa non può, pertanto, ‘guardare intrepida al futuro’ che non promette niente di buono – vediamo, piuttosto, sprofondare la sua gloria in un baratro, da cui pare impossibile che riesca a risollevarsi per le vie normali del ravvedimento di chi ha provocato tanta rovina.
‘Gli uomini, le famiglie, i popoli non volgono l’animo alle cose celesti’, infatti, si può constatare un abbandono progressivo della fede e delle pratiche religiose, una totale trascuratezza dell’istruzio-ne catechistica, una diminuzione spaventosa delle vocazioni, maschili e femminili (*), causate dal grande disinteresse verso i valori spirituali, dall’indifferentismo religioso nonché dalla perdita dei principi morali, del senso del peccato e, inutile dirlo, del timore di Dio.
No, i Cattolici di oggi non volgono davvero l’animo alle cose celesti, ma solo a quelle materiali e, se si interessano di religione (religione che non è più religione), è solo per i fini terreni della pace, della prosperità economica, del benessere economico, della concordia e della filantropica convivenza di tutti gli uomini.
Al Concilio non è seguita la sperata, anzi, la profetata ‘Primavera della Chiesa’, bensì un rigidissimo inverno che ha congelato molti cuori, portandoli ad una vera apostasia, o, perlomeno (per ora), ad un cristianesimo insipido ed abbondantemente annacquato. Questi sono i frutti del Concilio, dai quali si può riconoscere quanto infausta sia stata l’idea di convocarlo: se essi non sono tutti originati dal Concilio, il Concilio, tuttavia, non vi ha rimediato, come si sperava.
Questi frutti non erano imprevisti: ci furono, infatti, alcuni che misero in guardia dai pericoli cui si andava incontro, ma furono definiti, per disprezzo, ‘Profeti di sventura’. Dopo più di quarant’anni di generale, rovinoso decadimento, si vede chi avesse ragione: se i ‘Profeti di sventura’ oppure i ‘Profeti di buona ventura’.
Dopo il 1960, anno in cui avrebbe dovuto iniziare, con l’adempimento dei suggerimenti contenuti nel Terzo Segreto di Fatima, l’autentica primavera della Chiesa, non avendosi voluto ascoltare le parole della Madonna, hanno invece avuto inizio il calvario della Chiesa e tutti i mali che ci sono nel mondo, il peggiore dei quali è la lenta (non poi tanto lenta) perdita della fede dei cattolici, foriera di mali ancora più gravi.
Non ci sono dubbi: la crisi della Chiesa è cominciata dal Concilio Vaticano II e dalle esagerate e sconsiderate innovazioni che ne sono conseguite. Da parte del Clero, in generale, specialmente giovane, e dei cattolici superficiali e licenziosi, è stato trovato un cristianesimo facile, piacevole, tollerante e permissivo, a cui non si vorrà in alcun modo rinunciare.
Grazie allo Spirito Santo, in seno alla Chiesa c’è ancora un piccolo gregge, fermo nella fede di sempre, irremovibile nelle sue convinzioni spirituali, risoluto ad andare avanti per la sua strada, che è la strada giusta, agguerrito contro tutti gli attacchi nemici, che non si lascia menare per il naso né sorprendere e trascinare in errore con l’inganno, soprattutto fiducioso in Dio e non negli uomini: è l’esercito fedelissimo alla Santa Tradizione, al Magistero infallibile della Chiesa, forte, come una rocca inespugnabile. E’ proprio questa rocca che i nemici vogliono espugnare ed abbattere – essi sanno bene che, fino a che questa rocca rimarrà inespugnata, il Cattolicesimo non sparirà dalla terra e continuerà ad essere una spina al loro fianco.
(*) (un aumento strepitoso si nota solo nei numeri delle vocazioni nei Seminari Tradizionali)











“…non avendosi voluto ascoltare le parole della Madonna, hanno invece avuto inizio il calvario della Chiesa…”
Hai ragione. Ho appena finito di leggere tre libri sulle apparizioni di Fatima. La Madonna, nel suo messaggio, consegnato ai tre pastorelli, ha incaricato il Sommo Pontefice di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato, unitamente a tutti i vescovi del mondo – in tal caso, la Russia si sarebbe convertita e ci sarebbe stata pace nel mondo ed un rifiorire della fede nel popolo cristiano. Se, invece, non si fosse fatto, sarebbe avvenuto tutto il contrario: la Russia avrebbe sparso nel mondo i suoi errori e sucsitato guerre e disordini ovunque, inoltre, quel ch’è peggio, nella Chiesa, nel popolo cristiano, si sarebbe diffusa l’apostasia.
La Madonna lasciò anche un segreto che doveva essere reso noto nell’anno 1960.
Né l’uno ne l’altro fu fatto – né la consacrazione della Russia né reso noto il terzo segreto. Non fu data al messaggio l’importanza che aveva. Eppure le apparizioni di Fatima e le parole della Ss. Vergine erano entrate a far parte della fede, essendo state riconosciute ufficialmente autentiche dalla Santa Sede ed essendo, oltre tutto, state confermate dallo strepitoso miracolo del sole, cui assistettero 70.000 persone, che ne furono testimoni.
Gabriella, qualcuno può dire che ormai queste cose sono state dette e ridette centomila volte ma sono contento che le ridici
E per noi giovani è importante leggere tutti i punti di vista per arrivare a capire i fatti.
Mi sono accorto che molti che prima gridavano allo scandalo quando uscivano articoli come il tuo, ora si sono ricreduti!
A chi interessa quest’argomento, io consiglierei un bellissimo libro di pubblicazione recente – molto ricercato e documentato — di Ralph M. McInerny. S’intitola “Vaticano II. Che cosa è andato storto?”
Gabriella,
Thank you for this post. While I tend to believe that what has happened as a result of Vatican II was not the intention of John XXIII and the others of the council, I do seem to feel that the negative far outweighs the good. I was in Catholic School in the early 1970′s when the effects of this council were truly beginning to be felt in earnest. The altar rails came down, communion in the hand, and watered down catechesis. As the title of the book Arturo mentions says, something definitely went wrong.
Thanks for another insightful post!
Karin, like you I also think that the whole post-Vat II crisis was not the intention of popes John XXIII or Paul VI but I’m more and more convinced that something really went wrong.
I was a ‘sleepy’ catholic who luckily tripped over a traditional priest. Thanks to him I realized that I knew nothing at all, nothing, notwithstanding I had attended catechism, etc. at my ex novus ordo parish.
Gabriella, as usual, uses good solid reasoning in her post and puts ‘word on paper’ in a gentle way but it doesn’t ‘show up’ with the automatic translator.
PLEASE PLEASE will someone tell me how to use the translator on this website?
San Paolo, nella lettera ai Tessalonicesi, si esprime in una maniera agghiacciante. Dice: “Il mistero dell’iniquità è già in atto.. L’empio verrà con ogni sorta d’inganno per quelli che vanno in rovina, perchè non hanno accolto l’amore della verità per essere salvi.
E, per questo, Dio invia loro una potenza d’inganno, perchè essi credano alla menzogna e così sianocondannati tutti coloro che non hanno creduto alla verità, ma hanno acconsentito all’iniquità” (II Tess, 2,7, 10)
Dio punisce il peccato di non accogliere la verità, la verità suprema per la salvezza, quando essa è evidente.
E’ il peccato, come disse Gesù, contro lo Spirito Santo, che Dio punisce con l’accecamento, per cui non si comprende più quello che prima non si è voluto comprendere.
L’accecamento generale della Gerarchia, del Clero e del Laicato cattolico.
Qualcuno intravede il sovvertimento della fede in atto dopo il Vaticano II, ma non ha il coraggio di prendere posizione decisa in difesa della verità e di far sentire la sua voce “sui tetti”, cioè apertamente.
Il mio parroco, per esempio, è convinto di questa situazione e la studia anche procurandosi documenti dal Vaticano, e spesso ne parliamo. Lo stimo e lo amo ma lui ha paura di farsi avanti perchè il suo vescovo è un accerrimo combattente della Messa di Tutti i Tempi e della dottrina pre-Vaticano II.
Preghiamo per lui.
Grazie.
In could not agree more with Gabriella’s comments. I was very fortunate and blessed to have spent a week with the Fraternity of St. Peter’s Priests and Seminarians at Our Lady of Guadalupe Seminary in Denton, USA. in December. What an absolute relief and joy to witness (and participate in) solemn and dignified services once again. It was Roman Catholicism at its most awe-inspiring, uplifting, humble splendour.
In the devastated vineyard there is hope once again. Readers, offer prayers for these brave, holy young men and Priests.
Attendance at any Catholic service in the Traditional Rites makes one distressingly aware of the immense catastrophe that has overtaken the Church since the ‘aggiornamento’ ushered in by Vatican II. If what we see today is the result of the great ‘renewal and outpouring of the spirit’ celebrated by ardent post-conciliar clergy, heaven help us if a crisis sets in!!
Carissima Gabriella,
in fenomeni storici complessi non è facile stabilire i giusti rapporti di causa ed effetto.
La Chiesa da sempre vive profonde crisi e contrasti interni, e i tempi di S.Agostino non furono certo più rosei dei nostri.
Venendo all’ultima, drammatica, scristianizzazione, essa affonda le proprie radici molto lontano. A essere “sbrigativi” nell’Illuminismo Settecentesco ma, a guardare meglio, nella crisi della Metafisica, nel fideismo, nell’Umanesimo che proclama l’uomo misura di tutte le cose: insomma, nel Tre-Quattrocento.
La Chiesa è tutt’altro che passiva, ma lo sgretolamento filosofico-teologico dà i suoi frutti amari. Li combatteranno con forza sovrumana due giganti come Leone XIII e San Pio X. Il modernismo sarà colpito durissimamente ma, purtroppo, non a morte.
Intanto procede il XX secolo, con le agghiaccianti conseguenze dell’espulsione di Dio dal mondo: guerre raccapriccianti.
Quando inizia il Concilio Vaticano II, il mondo si lecca le ferite, ma continua allegramente a peccare; e i cattolici, tante e tante volte, lo sono di nome più che di fatto: vantare la propria cattolicità può procurare vantaggi materiali e professionali.
Gli anni del Concilio sono l’inizio degli anni della ribellione su scala mondiale: le agitazioni studentesche si hanno in California nel 1964, in Italia dal 1967 in avanti, in Francia nel 1968. Come poteva tutto questo non avere ripercussioni sul post-Concilio? Come poteva non avere conseguenze sulla vita stessa della Chiesa Cattolica?
Insomma: questa crisi era stata preparata da secoli di ideologie anticristiane, e questa è la vera causa; la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il clima mondiale degli anni 60 e 70, non il Concilio Vaticano II.
Nel piano della Provvidenza, il Concilio Vaticano II è il “chicco di grano che, se caduto a terra, non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto”
Chi più di tutti uccide il Concilio? Chi dice “grande il Concilio!” ma poi lo interpreta secondo un insano “spirito” che alberga solo nella sua mente.
I just don’t understand some of the bishops! I’ve read the V2 documents. I don’t recall reading anywhere The Council stating that everything prior to is to be considered null and void. In fact, there’s very, very little in The Second Vatican Council that is binding upon pain of sin (dogma). Allow me to make this crystal clear…. ONLY Lumen Gentium (The Dogmatic Constitution of The Church) is binding upon pain of sin, period. And in my 1,014 page 1992 New Revised Edition of the Conciliar and Post Conciliar Documents, Lumen Gentium is a whopping 76 pages.
Lemme see… that means that less than 8% of what the Council actually released is a “must” for us Catholics, right? But hooooooooold on there, guys. All Lumen Gentium did was to reinforce almost 2,000 years of Catholic Teaching. Now that I think about it, there never was a new dogma ever declared by V2, was there? No, there wasn’t.
So! what in the world do bishops mean when they continuously tell us “not to turn our backs on V2”? Here’s this Council that’s over 92% (for lack of a better phrase) totally up for discussion, change, or even nullification. But we are exhorted not to turn our backs on it? I’m sorry, but that simply defies all common sense. I get the distinct impression that the good bishops don’t want us to turn our backs on the “Spirit” of Vatican II !!!
Should we seriously and prayerfully consider ALL the documents of Vatican II? Of course. But when members of the Church hierarchy give the distinct, albeit subtly nuanced, impression that we must adhere to the Council in it’s totality, you know what? That’s just wrong.
Caro Orsobruno,
Ti devo una risposta e scusami il ritardo ma non ho più il tempo materiale per collegarmi ad internet spesso – spero di poterlo fare al più presto.
Sono d’accordo con te quando dici che bisogna parlare dell’interpretazione secondo un insano ‘spirito’ post concilio più che dei documenti usciti dal concilio stesso anche se un paio di questi sono in discussione attualmente, come sai, tra il Vaticano e la Fraternità Pio X … vedremo la decisione finale.
Certamente ci sono sempre state crisi nella Chiesa, eresie, sgretolamento filosofico-teologico, sempre – ma sempre cause ESTERNE alla Chiesa stessa. La Chiesa rimaneva salda. Cioè, il peccatore che si pentiva – anche dopo anni – trovava la Chiesa di sempre pronta ad accoglierlo. Un Cattolico che avesse cessato di essere membro attivo della Chiesa durante la generazione precedente e che, avendo deciso di tornare in seno alla Chiesa, volesse tornare attivo di nuovo da un punto di vista religioso, non riconoscerebbe la Chiesa di oggi come quella che aveva lasciato in passato. Al solo entrare in una chiesa Cattolica, specialmente se si tratta di una di quelle dal design ultra moderno, si sentirebbe come se fosse entrato in un posto strano e straniero allo stesso tempo. Probabilmente penserebbe che ha sbagliato indirizzo e che è entrato per errore in un’altra comunità religiosa Cristiana.
No! Non si può argomentare contro un fatto. Non importa quanto certe autorità della Chiesa si sforzino nel dire il contrario, la rivoluzione NELLA Chiesa Cattolica sin dal Vaticano II ha avuto come risultato, come in tutte le rivoluzioni, il voltare le spalle, ed un rifiuto stesso verso il passato – in questo caso, verso le vere tradizioni della nostra Fede.
Per me la Chiesa è in crisi anche perché le richieste di Fatima non sono state esaudite e non solo per il falso spirito di ‘aggiornamento’ vigente (Papa Giovanni XXIII si rivolterebbe nella tomba!).
Ma nessuna autorità, per quanto alta in grado – e nemmeno il Papa in persona – può pretendere che si ignorino le prove dei nostri sensi. La Chiesa sta chiaramente fronteggiando la peggiore crisi della Sua storia. Lo stesso Papa regnante, quando era ancora il Cardinale Ratzinger, ammise che:
“I risultati del Concilio sembrano aver crudelmente contraddetto le aspettative di tutti, a partire da Giovanni XXIII e Paolo VI … siamo invece di fronte ad un continuo processo di decadimento, dovuto soprattutto ad appelli fatti sulla base del Concilio, e questo ha pertanto gettato il Concilio in discredito dinanzi agli occhi di molta gente.” (L’Osservatore Romano, 11/9/84).
Non c’è argomento che tenga contro un fatto: il ‘rinnovamento’ della Chiesa dopo il Vaticano II è un fallimento catastrofico. Invece di un ‘rinnovamento’, ciò che vediamo è un tentativo di imporre alla Chiesa una religione interamente nuova al posto di quella che ci era stata consegnata dai discendenti degli Apostoli per quasi 2,000 anni.
Questo blog tratta dell’avanguardia della tradizione rivoluzionaria… mi riprometto di seguirlo più spesso!
For Orsobruno: hopefully you can read this!
If you have not already come across it,a really excellent book- available in English and Italian- is Romano Amerio’s masterpiece of analysis ‘Iota Unum’. Though it is ultimately a non-judgemental book, the reader easily comes to the conclusion that the Catholic Church, following Vat.II, has mutated and become something other than itself. This is a seminal study by one of the greatest Catholic minds of the XX Century.
The book:
Romano Amerio, “Iota unum. Studio delle variazioni della Chiesa cattolica nel secolo XX”, edited by Enrico Maria Radaelli, preface by Cardinal Darío Castrillón Hoyos, Lindau, Torino, 2009.
Warm regards
Cara Gabriella,
credo che siamo d’accordo su moltissime cose, su quasi tutto…
L’espressione “fumo di Satana” usata da Paolo VI è forte, e viene da un un uomo di grande equilibrio.
E’ vero: i grandi nemici sono sempre interni, quelli esterni ci fanno ridere, si seppelliscono da soli. Lo diceva anche S.Bernadette: “Non ho paura che di una cosa soltanto: i cattolici tiepidi”. Oggi potremmo dire: i modernisti, quelli che hanno capito – in rottura con la Tradizione e il Magistero – lo “spirito del Concilio”.
Ma quale spirito del Concilio?? Sanno loro dov’è lo spirito del Concilio?
a) nel Catechismo della Chiesa Cattolica del 1992 (è, letteralmente, il Catechismo del Concilio Vaticano II)
b) in tutta la produzione magisteriale di Giovanni XXIII, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI.
Il momento, sì, è tremendo, ma anche i santi che ci vengono dati sono all’altezza. Per dirne uno solo: Benedetto XVI.
Un abbraccio
Aù
Simone che stai a dì??
Se c’è un blog ch’è Cattolico che più Cattolico non si può è proprio questo!!
Se poi in un Cattolico ci vedi un soldato di Cristo, beh, ti do ragione: un vero Cattolico deve sempre essere un soldato di Cristo in difesa della Sua Chiesa e della Tradizione (ma perchè la dici rivoluzionaria?!)
Quel libro che consiglia Africa Observer è grosso e pesante ma è fantastico. Se ce l’ho fatta io a leggerlo, ce la può fare chiunque, credete a Atilius!
Excellent, excellent, excellent…